Eleonora Gambon 31 luglio 2009 12:00

Tarifa, il paradiso dei surfisti

A una mezz’oretta di macchina dal capoluogo di provincia, Cadiz, si trova una delle zone più frequentate da surfisti di tutta la Spagna e non solo. La capitale  di queso regno di surfisti è Tarifa, conosciuta come la ciudad del viento, in quanto perennemente battuta da venti, in particolare quello freddo che arriva da ovest, ossia il Ponente, e quello caldo che arriva da est, ossia il Levante. È grazie a questi perenni venti e alle forti correnti dello Stretto di Gibilterra che le spiagge di Tarifa e dei dintorni sono il posto migliore per praticare surf.

Il periodo migliore per praticare surf è l’inverno, in quanto le onde sono frequenti e sempre tra un’altezza di un metro e mezzo e tre metri, anche se l’estate è il periodo in cui le spiagge e le onde sono più frequentate.

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Le spiagge dove poter praticare surf sono davvero moltissime, i nomi delle più famose sono Los Lances, una spiaggia a destra dell’Isla de las Palomas; Punta Paloma o Benavides, una zona poco frequentata che si trova a lato della grande duna che caratterizza la spiaggia di Valdevaqueros; El Palmar, una delle più frequentate e ricca di scuole per imparare surf o noleggiare l’attrezzature, si trova a una sessantina di chilometri verso Cadiz;  La Barrosa – Roche, anche questa piuttosto famosa e che si trova subito dopo a El Palmar; infine tutta la zona che si trova all’ombra del famosissimo faro di Trafalgar e che arriva fino a Los Caños de Mecas, oltre ad essere un ottimo posto per il surf è probabilmente anche uno dei più suggestivi, paessaggisticamente parlando.

In ogni spiaggia poi si trovano chiringuitos, bar e tantissime bancarelle che regalano un’atmosfera hippies e di eterna giovinezza a ogni spiaggia, decisamente intrigante e attrattivo anche per chi non pratica il surf.

Olanda, il Cerchio d’Oro. Un tuffo nel passato

Uno dei tour più curiosi e meta di itinerari organizzati da agenzie di viaggio locali per turisti interessati alla riscoperta del passato è il caratteristico ‘Cerchio d’Oro‘, l’insieme che raggruppa le cittadine di Muiden, Volendam e Medemblik.
In questa porzione di terra d’Olanda grazie alla ricostruzione offerta dell’omonimo Museo, lo Zuiderzee Museum, è possibile rivivere la Storia di una cultura caratterizzata dal secolare e ricco passato mercantile sottoposto ad un cambiamento irreversibile per effetto della chiusura dello Zuiderzee (Mare del Sud). Si tratta infatti di una serie di abitazioni provenienti da varie cittadine antiche quando ancora si affacciavano sul mare aperto.
Le attuali costruzioni rievocano ancora il passato quando, nel diciasettimo secolo dell”Epoca d’Oro‘ erano sotto l’influenza VOC, ossia la Compagnia delle Indie orientali olandesi. In questa zona è possibile conoscere villaggi di pescatori e olandesi da sempre che lavorano antichi prodotti artigianali. Ma al di là del fatto storico, diversi sono i parchi naturali che si possono visitare, inoltre è possibile praticare sport acquatici.

Nel 1287 una violenta tempesta inondò l’Olanda, formando questo golfo dal nome ‘Zuiderzee’ che nel 1932, con la costruzione della diga di sbarramento o di chiusura ‘Afsluitdijk‘, fra la Frisia e l’Olanda del Nord, è stato di nuovo separato dal mare e trasformato in quello che oggi si chiama lago ‘Ijsselmeer‘. Quest’ultimo, in parte prosciugato ha dato successivamente origine alla provincia dello ‘Flevoland‘, una zona costituita da ‘polders‘, ossia da terreni prosciugati e strappati al mare e da lagune, paludi e costiere che oggi sono state bonificate e protette dalle dighe. L’altro tratto di mare in cui lo Zuiderzee fu diviso è lo Waddenzee che separa l’arcipelago delle Frisone dall’IJsselmeer e dalla costa olandese.

La mastodontica diga Afsluitdijk realizzata alla presenza della regina Guglielmina ha già festeggiato il 28 maggio 2007 il suo 75° anniversario. Nello stesso giorno si diede avvio ad altre opere per rendere tale opera più adeguata ai recenti cambiamenti climatici.
Il risultato ha radici dal passato, una lotta contro l’acqua che risale all’epoca di quando i primi olandesi che misero piede in questi acquitrini, dovettero prosciugare nel tempo grandi zone di terra e difendersi dalle continue inondazioni per riuscire a sopravvivere. Costruendo delle barriere artificiali, da sempre infatti gli olandesi hanno dovuto continuare a combattere contro le acque che minacciavano le loro terre.

Da ciò deriva il nome dei Paesi Bassi, infatti analizzando l’etimologia delle parole ‘Nederland‘ (’paese basso‘) e ‘Hol-Land‘ (’paese infossato‘) si scopre la caratteristica più importante del territorio nazionale, ossia il fatto che circa il 50% della superficie (est e a sudest) si trova a meno di 1 metro sopra il livello del mare, mentre ben il 27% si trova invece al di sotto. Il Punto più basso sotto di circa 6,7 metri il Livello Normale di Amsterdam è il Nieuwerkerk IJssel nell’Olanda Meridionale vicino a Rotterdam. Localizzato a sudovest, alla convergenza dei confini tra il Netherlands, la Germania e il Belgio, invece il punto più alto, è il Vaalserberg, che ha un’altezza di 321 metri.

Il Normaal Amsterdams Peil, ossia il Livello Normale medio dell’IJ di Amsterdam da molti secoli è il punto di raffronto per tutte le misurazioni del livello del suolo in Olanda divenuto successivamente il riferimento standard per la misurazione dei livelli di altezza in quasi tutti i paesi dell’Europa occidentale rispetto al mare, da Helsinki a Roma. E’ da questo indicatore in bronzo che si parte per la costruzione di case, ponti e strade. In passato era localizzato in un pozzo buio sul Dam, oggi la si può visitare alla fine di una via interna al complesso Stopera, nel passaggio fra Teatro della Musica sul Waterlooplein e il Municipio di Amsterdam.

Alessia D'Aniello 30 luglio 2009 12:00

Napoli: trattoria Nennella

Oggi vi voglio parlare di una gran bella trattoria al centro di Napoli.
Una trattoria un pò particolare…

L a trattoria Nennella si trova alle spalle di Via Toledo, ai quartieri spagnoli in zona Montecalvario.E’  in zona centralissima, poco distante da Piazza Plebiscito, dal Palazzo Reale, dal teatro S. Carlo, dal Maschio Angioino e dalla Galleria Umberto I.

Localino molto particolare, casereccio, che accoglie più o meno 50-60 persone, con servizio molto veloce. Ciro, uno dei proprietari di sicuro vi caccerà!

Nell’attesa Ciro, sempre lui, è facile che esce all’esterno a parlare..che metta al muro un bersaglio e fa giocare con le freccette i clienti in attesa o porti qualche stuzzichino.
Capita anche qualche macchietta con qualche cliente affezionato, qualche sceneggiata napoletana insomma.
E si, perchè l’unica regola della trattoria è divertirsi e stare in compagnia. Basta andarci una volta per entrare subito in confidenza con il personale.

Il menu è un foglio A4 scritto a mano senza prezzi esposti. Ci sono 4-5 primi che cambiano ogni giorno e una quindicina di secondi e contorni fissi.
Le specialità sono i primi caserecci: pasta e patate, pasta e ceci, e pasta e lenticchie…”azzeccati azzeccati”, asciutti, tan to che Ciro prima di servirvi il piatto lo fa girare su se stesso. Per quanto riguarda i secondi mozzarella, la bistecca, cotoletta e pesce…
Per contorno peperoni, mozzarelle impanate ed i friarelli.
In primavera ed in estate vino con percoche (pesche).

Per quanto riguarda i prezzi, esempio?3 primi, 3 secondi, 3 contorni acqua e vino: 24 €…quindi 8€ a testa per tre persone. Oppure un primo e una bottiglia d’acqua 3€.

Crociera nel Mediterraneo (Parte 7)

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

Nel programma della giornata seguente che viene recapitato ogni sera in cabina è sempre indicato l’abbigliamento consigliato per la serata.

I tipi di abbigliamento sono:

Gala

Signori: smoking oppure abito scuro e cravatta

Signore: abito elegante, da sera o da cocktail

Informale

Signori: giacca, pantaloni (jeans esckusi)

Signore: abito informale o pantaloni e camicetta

Casual

Signori: maglietta sportiva, pantaloni o jeans

Signore: abito, completo pantalone o abbigliamento
sportivo

Comunque in generale non è consentito accedere ai ristoranti coperti o nelle aree buffet con canottiere, bikini, accappatoi o a piedi scalzi. Alla sera l’accesso ai ristoranti non è permesso con i pantaloni corti.

Non mi è chiaro che cosa avvenga per chi non rispetta questi “consigli”, comunque in genere le regole vengono osservate.

CASSAFORTE E COMBINAZIONI

In ogni cabina è disponibile una cassaforte nella quale è opportuno custodire il denaro contante e gli oggetti di valore. Per la combinazione di 4 cifre anche qui è valido l’ovvio consiglio di evitare la data di nascita propria o della moglie, la data all’inverso e simili. E’ bene comunque scegliere una combinazione ricostruibile nel caso fosse dimenticata.

Che cosa vuol dire ricostruibile? Faccio un esempio. Supponiamo che la vostra poesia preferita sia “A Silvia” di Leopardi, che comincia: Silvia, rimembri ancora / Quel tempo della tua vita mortale… Prendendo il numero di lettere delle prime 4 parole, si ottiene la combinazione: 6864. In tal modo, se doveste dimenticarla, basterà ricordare l’inizio della poesia per ricostruirla. Ovviamente, in un caso del genere, evitate di tenere sul comodino una copia dei “Canti” di Leopardi.

Se avete valigie con chiusura a combinazione numerica o lucchetti numerici, occorre fare attenzione: dopo averli aperti, non lasciateli nella posizione di apertura che rivela la combinazione segreta, a meno che non la cambiate ogni volta.

SPAZI COMUNI

Occorre fare attenzione alla dicitura “Spazi comuni”, perché in qualche caso significa che la fruizione è compresa nel prezzo della crociera, mentre in altri casi si tratta di servizi a pagamento.

Per esempio l’elenco spazi comuni comprende tra l’altro: palestra, solarium, piano bar, teatro, cinema 4D, simulatore F1, sala fumatori, parrucchiere, negozi duty free, ristorante francese, ristorante texano, ecc.

Ora mentre per tutti è chiaro che il negozio duty free è area comune nel senso che tutti ci possono entrare, ma ovviamente gli acquisti si pagano, lo stesso non si può dire per le altre voci. Per esempio il teatro non si paga, mentre il cinema 4D è a pagamento, la palestra con le attrezzature è inclusa, i due ristoranti tematici (francese e texano) sono a pagamento. Andavano fatti due elenchi distinti.

TELEFONO

Le telefonate da bordo durante la navigazione sono molto care. Conviene attendere le soste nei porti e usare il proprio cellulare, magari mandando solo messaggi.

PRESE ELETTRICHE

In ogni cabina ci sono due prese Schuco (compatibili con le spine bipolari italiane) a 220 V e una presa tipo americano a 110 V. C’è anche una presa per cavo telefonico per collegare un computer.

Grazia Del Tito 29 luglio 2009 12:00

Voglio andare a vivere a Cuba…

Di ritorno dalla mia vacanza a Cuba quello che porto con me è l’odore inebriante delle maripose che nella notte diventa intenso ed avvolgente, l’allegria e i volti magnifici delle donne che fumano sigari giganteschi.

Cuba, con oltre 3500 km di coste, offre un’ampia varietà di paesaggi: smisurate distese di spiagge, scoscese coste rocciose, ampie insenature, barriere coralline, spettacolari fondi marini, foreste pluviali e zone desertiche.

La giornata scorre veloce a Cuba fra spiagge di sabbia bianchissima, immersioni subacquee nelle bellissime barriere coralline, pesca d’altura e sport di ogni tipo. La vita notturna è varia ed interessante, soprattutto a L’Avana, cuore pulsante dell’isola. E’ ricca l’offerta di eventi che animano l’isola nel corso di tutto l’anno oltre e numerosi i locali notturni, i cabaret, i cinema, i teatri, le sale da concerto sale da ballo dove si può ballare e prendere lezioni di salsa, mambo e altre tipiche danze cubane.

Il periodo migliore per visitare il paese è da novembre ad aprile, mesi durante i quali le temperature sono meno elevate e non si rischia di incorrere in periodi di pioggia intensa e nel pericolo uragani.

Foto di Patxi64

nostrofiglio 08:00

Volare in gravidanza

Viaggiare in aereo? Sì può

Nessun problema, le future mamme non devono rinunciare a volare. Se mamma e bambino stanno bene, i voli su tratte lunghe sono ok anche se l’ideale sarebbe una meta che non disti più di quattro ore.

Fino alla 36^ settimana di gravidanza, le compagnie aeree accolgono le gestanti senza problemi, con regole che variano da compagnia a compagnia. Tuttavia a partire dalla 28^ settimana porta con te un certificato medico in cui si dichiara che non sei a rischio parto. Al termine della 35^ settimana per quasi tutte le compagnie aeree diventa valido il “divieto di decollo”: per evitare il pericolo che il piccolo venga alla luce in aereo, non potrai viaggiare neppure se in possesso del certificato medico.

E’ meglio che già all’atto della prenotazione comunichi alla compagnia di essere in stato interessante e chiedi di riservarti una poltrona in prima fila o lato corridoio: in questo modo godrai di maggior libertà di movimento.

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Foto di lamirlet

Manuel Olivares 28 luglio 2009 12:00

Itinerando in Bengala. Darjeeling: una tazza di tè. (Parte 1)

Darjeeling: una tazza di te’”; puo’ evocare risonanze zen ma Darjeeling (nel nord del Bengala) ed il te’ possono essere davvero le due facce di una stessa medaglia. Naturalmente, in questo, non poteva non esserci lo zampino furbo degli inglesi che credo abbiano sempre dimostrato di essere dei buoni coloni, in India. In primo luogo, naturalmente, per se stessi (il colono, per definizione, non e’ esattamente un filantropo) poi per i locali cui hanno lasciato: una rete ferroviaria in grado di coprire quasi integralmente il subcontinente, una lingua nazionale (sostituita intorno alla meta’ degli anni ’50 con l’hindi) che avvantaggia enormemente il paese nella sua irruzione nella storia, un modello di sistema politico, scolastico ed amministrativo cui gli indiani si sono in grandissima parte ispirati.
Ma, adesso, torniamo a Darjeeling…

tèIl posto ha una suggestione, direi, “da confini del mondo”, da “localita’ remota”. Non e’ dunque particolarmente facile da raggiungere. Da Calcutta si puo’ prendere un treno notturno fino a New Jalpaiguri da cui bisogna poi raggiungere la vicina Siliguri per salire su di un autobus governativo o una jeep. Le jeep vengono stipate quasi oltre lo stipabile ed impiegano tre o quattro ore, su strade strette e ricche di tornanti, per raggiungere la cittadina. In alternativa si puo’ utilizzare la pittoresca Darjeeling Himalayan Railway, piu’ comunemente conosciuta come Toy Train ( treno giocattolo) da Siliguri. I mezzi che utilizza sono difatti dei treni in miniatura (con non piu’ di tre o quattro carrozze) che corrono su un unico binario. Data la penuria di posti e’ consigliato prenotare con almeno un giorno di anticipo. Inutile dire che la soluzione del Toy Train, pur essendo piu’ piacevole, e’ anche la meno immediata.

Facendo un po’ di storia
La zona montagnosa in cui si e’ sviluppata Darjeeling (ad oltre 2000 metri sul livello del mare) ha fatto parte dei regni buddisti del Sikkim -nel nord est dell’India, ai confini con la Cina, per lungo tempo considerato una sorta di Shangri-La himalayano- sino al 1780, quando e’ stata annessa al Nepal dagli invasori Gurkhas. Gli inglesi, saggiando le potenzialita’ di una parte del territorio come hill station (letteralmente stazione collinare anche se credo in questo caso sarebbe piu’ adatto l’aggettivo pedemontana) iniziarono a contenderlo ai temibili Gurkhas sino ad assumerne il controllo nel 1816. La East India Company restitui’ buona parte delle terre al Sikkim per poi persuadere le autorita’ del piccolo stato buddista a cederle l’allora disabitata area di Darjeeling in cambio di un pagamento annuale. La cosa provoco’ un forte risentimento da parte del Tibet che guardava al Sikkim come ad uno stato vassallo. Dove la diplomazia si areno’ risolsero le armi e, nel 1849, l’Inghilterra annise l’area al British Raj per poi respingere un’invasione tibetana nel 1886.
Nel frattempo, la hill station vide presto la luce. Nel 1857 la popolazione di Darjeeling aveva gia’ raggiunto le 10000 unita’, molto in ragione del massiccio afflusso di lavoratori Gurkhas dal Nepal. La foresta inizio’ dunque ad ospitare case coloniali e piantagioni di te’.
Dopo l’indipendenza dell’India, nel 1947, i Gurkhas divennero la principale forza politica nella citta’, giungendo a rivendicare, nel 1980, la creazione di uno stato separato: il Gorkhaland. I Gurkhas non sono stati gli unici, in India, ad avere tentazioni secessioniste. Credo meriti segnalare la forte pressione, in Punjab, per creare uno stato sikh indipendente -il Khalistan- repressa molto duramente, per ordine di Indira Gandhi, nel 1984. Il provvedimento, giudicato da molti eccessivo, della figlia di Nehru, le costo’ molto caro. Nel corso dello stesso anno fu difatti assassinata dalle proprie guardie del corpo: due sikh. Non vanno poi dimenticate le forti rivendicazioni indipendentiste in Kashmir che si inquadrano in dinamiche piuttosto complesse (e con drammatiche derive terroristiche) di territori ancora oggi contesi tra India e Pakistan.
Anche a Darjeeling le rivendicazioni secessioniste hanno portato ad episodi di violenza, in particolare nel 1986, per opera del Gurkha National Liberation Front (GNLF). Un compromesso accettabile viene raggiunto solo due anni dopo, quando viene garantito al neo-costituito Darjeeling Gurkha Hill Council un buon margine di autonomia nel governo dell’area.
Spinte secessioniste, tuttavia, hanno continuato e continuano a farsi sentire. Alcune organizzazione Gurkha (tra cui lo stesso DGHC) sono state accusate di assassinii politici ed ancora oggi la situazione politica non e’ delle piu’ tranquille, in citta’. Questo non deve necessariamente scoraggiare dall’organizzarvi una visita; e’ sufficiente raccogliere qualche informazione preliminare, tenendo conto che i turisti vengono difficilmente coinvolti nelle problematiche locali, soprattutto se evitano di girare di notte.

Tratto da Vivere Altrimenti

Foto di Timabbott

Feria di agosto di Malaga

La feria di agosto di Malaga, conosciuta popolarmente come Gran Fiesta del Verano (grande festa dell’estate), si celebra dal 14 al 23 e commemora l’incorporazione di Malaga alla corona di Castiglia da parte dei re cattolici che entrarono in città nell’agosto del 1487.

Durante il giorno ha luogo nel centro storico della città e si sposta nella notte pr esso il Real (Cortijo de Torres) in periferia.
Le feste durano dieci giorni, la pr ima sera, i cittadini si riuniscono sulle spiagge della Malagueta, per ascoltare il “Pregon de la feria”, ovvero l’inaugurazione della festa.
Il centro storico, diventa un luogo assolutamente da vedere, con le migliaia di persone festose e i banchi che vendono qualsiasi cosa…souvenir, fiori, dolci, panini, pesce fritto etc…
Donne e bambine indossano i classici abiti della tradizione da gitanas (gonne lunghe a balze con pizzi e corpetto fasciante ), i capelli legati con lo chignon, il grande pettine e la mantilla nera, così come si vestivano in Spagna fino al principio del XX secolo

A mezzanotte, al porto e nelle zone antistanti, iniziano gli spettacoli pirotecnici.

Paseo del Parque, si inaugura l’illuminazione artistica e nella plaza de la Marina si svolgono vari spettacoli musicali

Il primo sabato della Feria, dalle 11 di mattina, lungo il Paseo Central del Parque, di fronte al Comune della città, si riuniscono numerosissimi pellegrini, carri e carrozze ben decorate e un vasto pubblico, tutti pr onti ad assistere all’inizio della Romería.
Il sindaco, consegna ad un rappresentante, la bandiera della città, dopo di che numerosi pellegrini, si dirigono verso il santuario de Nuestra Senora de la Victoria, che è la patrona della città.
La sera, finito il pellegrinaggio e la messa in onore della patrona, la gente torna nelle piazze per continuare la festa ed attendere l’inaugurazione del Real della Feria al tramonto.
Il sindaco della città, pr eme l’interruttore che metterà in funzione l’illuminazione, che per sette sere rischiarerà il “Real” della Feria di Malaga.
Il Real, è un’area di circa cinquecentomila metri quadrati formato da due distinte parti: un luna park con giostre ed attrazioni di ogni tipo, e centinaia di casette e stand che offrono a poco pr ezzo vino, birra, superalcolici e cibo di ogni genere.
Il Real della feria, oltre alle casette, ospita anche carrozze e giostre tipiche della festa e ogni giorno a mezzogiorno in punto, si svolgono passeggiate di carrozze e cavalli.

Eleonora Gambon 27 luglio 2009 12:00

Cetarea San Felipe El Ferrol

Sulla strada che porta dalla piccola cittadina galiciana di El Ferrol fino al castello di San Felipe, una fortificazione che si affaccia direttamente sul freddo oceano dell’alta Spagna, si trova questo piccolo ristorante con un panorama mozzafiato sul fiordo d’entrata del porto della città. Nato come mero allevamento di frutti di mare e crostacei, ora è uno dei più rinomati e frequentati locali della zona, soprattutto dagli abitanti del posto, dettaglio che indica sia la bontà dei prodotti proposti, che l’economicità dei prezzi; si parla infatti di una trentina di euro a persona per un pasto decisamente abbondante e di qualità.

167064926_14c9aae0ef_mUna qualità che non si basa però sull’eleganza della sala o sull’impeccabile servizio, qui la rusticità infatti è l’elemento che salta all’occhio entrando, ma anche quello che meno interessa al visitatore pronto a lanciarsi in un tour gastronomico fatto di aragoste, astici, vongole, granchi e tutto quello che il mare scoglioso della zona possa offrire.  L’antipasto è un semplice salpicon di marisco, ossia un insalata di pesce condita con olio e aglio, e la famosa empanada, una sfoglia che racchiude carne o tonno con cipolla; si passa poi direttamente ai secondi piatti con i sopracitati frutti di mare e crostacei, da accompagnare assolutamente con i vini bianchi locali (Albarño e Ribeiro). Tutto fresco e tutto di qualità, anche se c’è da dire che non si va più in là dei piatti appena citati, raro è infatti non trovare i piatti forte della cucina galiziana, ossia carne e il polipo fatto alla galiziana, bollito con olio e paprika.

Vale la pena quindi, distogliersi dai soliti itinerari turistici e andare alla ricerca di locali come questo, che nella semplicità riesco a regalare ottimi e indimenticabili momenti.

Viaggiare apre la mente

Parola di Alessandro e Sofia :-)   Alessandro ha affrontato il suo primo volo a tre mesi, con la sorellina poco più grande, godendo di una parentesi estiva in pieno inverno a Mauritius e da allora  i due bimbi non hanno mai smesso di viaggiare come succede ai veri viaggiatori. Guardate la loro aria euforica nei panni dei ranger dei parchi USA, compresi nella parte si sono divertiti un sacco ad ammirare animali e luoghi come in un cartone animato.

Fuso orario? I bimbi hanno capacità di adattamento molto più sviluppate degli adulti, li vedrete correre nei corridoi dell’aereo quando voi non riuscite a tenere gli occhi aperti, scoprirete il loro gusto per un cibo nuovo e insolito che non avreste mai immaginato. Sappiamo per esperienza che alcuni genitori hanno ancora qualche remora a viaggiare con i bimbi, forse qualche consiglio in merito di chi lo fa abitualmente può servire a ridurre i timori. Samantha è espertissima in questo campo, da supermamma viaggiatrice con tre figli! Scegliere con cura la destinazione, le sitemazioni, e  sentire qualche “trucco” per viaggiare tutti insieme in serenità, vi stimolerà ad affrontare meglio il viaggio. Alcuni genitori obiettano: ” ma poi il bambimo non ricorderà niente di Londra, New York.. o altro”  Non serve che ricordi i monumenti o i musei, ma rendetevi conto degli stimoli che riceverà e che lo aiuteranno ad aprire la mente e gli occhi! I tour operator pensano alle famiglie e troverete interessanti proposte anche sotto il profilo economico. Siamo qui per aiutarvi, come sempre.. :-)

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