Tarifa, il paradiso dei surfisti

A una mezz’oretta di macchina dal capoluogo di provincia, Cadiz, si trova una delle zone più frequentate da surfisti di tutta la Spagna e non solo. La capitale di queso regno di surfisti è Tarifa, conosciuta come la ciudad del viento, in quanto perennemente battuta da venti, in particolare quello freddo che arriva da ovest, ossia il Ponente, e quello caldo che arriva da est, ossia il Levante. È grazie a questi perenni venti e alle forti correnti dello Stretto di Gibilterra che le spiagge di Tarifa e dei dintorni sono il posto migliore per praticare surf.
Il periodo migliore per praticare surf è l’inverno, in quanto le onde sono frequenti e sempre tra un’altezza di un metro e mezzo e tre metri, anche se l’estate è il periodo in cui le spiagge e le onde sono più frequentate.

Le spiagge dove poter praticare surf sono davvero moltissime, i nomi delle più famose sono Los Lances, una spiaggia a destra dell’Isla de las Palomas; Punta Paloma o Benavides, una zona poco frequentata che si trova a lato della grande duna che caratterizza la spiaggia di Valdevaqueros; El Palmar, una delle più frequentate e ricca di scuole per imparare surf o noleggiare l’attrezzature, si trova a una sessantina di chilometri verso Cadiz; La Barrosa – Roche, anche questa piuttosto famosa e che si trova subito dopo a El Palmar; infine tutta la zona che si trova all’ombra del famosissimo faro di Trafalgar e che arriva fino a Los Caños de Mecas, oltre ad essere un ottimo posto per il surf è probabilmente anche uno dei più suggestivi, paessaggisticamente parlando.
In ogni spiaggia poi si trovano chiringuitos, bar e tantissime bancarelle che regalano un’atmosfera hippies e di eterna giovinezza a ogni spiaggia, decisamente intrigante e attrattivo anche per chi non pratica il surf.

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oprietari di sicuro vi caccerà!
chietta con qualche cliente affezionato, qualche sceneggiata napoletana insomma.
to che Ciro 
Una qualità che non si basa però sull’eleganza della sala o sull’impeccabile servizio, qui la rusticità infatti è l’elemento che salta all’occhio entrando, ma anche quello che meno interessa al visitatore pronto a lanciarsi in un tour gastronomico fatto di aragoste, astici, vongole, granchi e tutto quello che il mare scoglioso della zona possa offrire. L’antipasto è un semplice salpicon di marisco, ossia un insalata di pesce condita con olio e aglio, e la famosa empanada, una sfoglia che racchiude carne o tonno con cipolla; si passa poi direttamente ai secondi piatti con i sopracitati frutti di mare e crostacei, da accompagnare assolutamente con i vini bianchi locali (Albarño e Ribeiro). Tutto fresco e tutto di qualità, anche se c’è da dire che non si va più in là dei piatti appena citati, raro è infatti non trovare i piatti forte della cucina galiziana, ossia carne e il polipo fatto alla galiziana, bollito con olio e paprika.
