Alessia D'Aniello 30 settembre 2009 08:00

Guida di Berlino: cosa vedere e come muoversi (Parte 1)

Berlino è una città che offre veramente molto ai suoi turisti. Il suo aspetto più noto è la sua suddivisione alla fine della seconda guerra mondiale in due settori riuniti solo nel 1989 con la caduta del muro Berlino.

Cosa vedere.

-Alexander Platz. Piazza storica di Berlino riconoscibile per la Torre della Televisione

-Berliner Dom (Am Lustgarten)-Duomo di Berlino, aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, la domenica dalle 12.

-Il Muro…a Bernauerstrasse (S-Bahn Nordbahnahof) sono stati conservati quasi 300 metri del Muro di Berlino.

-Porta di Brandeburgo: simbolo della città! Alla sommità si erge la quadriga creata nel 1794 (il carro trainato dalla Vittoria alata), simbolo del militarismo prussiano.

-Postdamer Platz: piazza all’avanguardia con edifici firmati da archetetti tra i più famosi, come Renzo Piano.

-Gedächtniskirche (Breitscheidplatz) chiesa bombardata nel corso della seconda guerra mondiale e mai più ricostruita. All’interno piccolo museo-memoriale. Accanto è stata costruita un moderno campanile caratterizzato da 20mila finestrelle di vetro blu.

-Neue Wache: costruzione che ricorda i caduti per colpa delle guerre e delle dittature.

-Tiergarten: è un’enorme parco all’interno del quale si trova il famoso Zoo. Zoologischer Garten + Acquario (Hardenbergplatz 8, Metro Zoologischer Garten)

-Il quartiere di Kreuzberg, quartiere multietnico molto carino ricco di caffetterie, negozietti e locali notturni.

-Nikolaivieter, quartiere di Berlino completamente ricostruito, raso al suolo durante la seconda guerra mondiale

-Reichstag: sede del Parlamento tedesco, con la sua cupola di vetro e acciaio di Sir Norman Forster, accessibile tramite un ascensore che porta direttamente sulla terrazza del tetto. Da qui, salendo una rampa a spirale si giunge alla sommità dove si trova un praticolare sistema di specchi che riflette la luce in ogni direzione. L’ingresso alla cupola è gratuito, tutti i giorni dalle 8 alle 22

-L’isola dei musei, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, si trova nella parte settentrionale dell’isola della Spre (nel quartiere Mitte). Ospita l’Altes Museum, l’Alte National, il Neues Museum, il Bode Museum e il Pergamon Museum, uno dei più importanti musei archeologici del mondo. E’ diviso in tre sezioni: Arte Antica, Asia Anteriore, Arte Islamica, conserva grandi capolavori del passato come l’altare di Pergamo, la porta del Mercato di Mileto e la porta di Ishtar con la strada della processione. E’ situato nell’isola dei Musei sul Fiume Sprea. Il biglietto d’ingresso è pari a €12,00.
I musei sono gratis ogni giovedì a partire da quattro ore prima l’orario di chiusura.

Usciti dal museo tutti a mangiare al Pergamon Cafè – pranzo economico e a base di ricette tipiche berlinesi.

-Il Museo del Muro: l museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00. Il biglietto d’ingresso intero costa €12,50.

Mercato delle Pulci in Prenzlauerberg
Per chi mi conosce sa che adoro i mercatini…son caratteristici, non costruiti. Il mercatino delle pulci più grande e famoso di Berlino è quello situato in Prenzlauerberg su Bernauer Strasse nell’angolo di Wolliner Strasse.

Foto di xiquinhosilva

Manuel Olivares 29 settembre 2009 08:00

Delhi: non solo di passaggio (Parte 2)

Dormire e mangiare
Forse ci sono piu’ alberghi a Delhi che in tutte le citta’ d’Italia messe insieme. Sono letteralmente migliaia. Il cuore di Nuova Delhi e’ Connaught Place, celebre per la razionalita’ della regia architettonica ed i moderni portici di negozi trendy, banche, ristoranti a volte pretenziosi ed alberghi spesso relativamente cari.
A chi volesse trattarsi proprio bene, nel cuore cittadino, consiglio l’Hotel Park (http://newdelhi.theparkhotels.com/), segnalando che costa oltre 200 dollari a notte. In particolare il ristorante dell’albergo (accessibile anche agli esterni) e’ degno di nota per la qualita’ della sua cucina. Personalmente lo prediligo per le colazioni, avendo un debole per la sua pasticceria.
Ovvio dire che si puo’ stare a Connaught Place anche spendendo meno, potendo addirittura scegliere guest-houses particolarmente economiche come la Ringo Guest-House e la Sunny Guest-House. Per questo rimando alla Lonely Planet o altra guida turistica.
L’alternativa economica a Connaught Place e’ Paharganj, frequentata soprattutto dai backpackers. La zona e’ abbastanza caotica ed affollata ma e’ particolarmente comoda per la vicinanza della stazione di New Delhi e ricca di ristoranti, oltre che di hotel, generalmente a costi contenuti.
Una formula “paraventa” puo’ essere: dormire in un hotel di medio livello in zona Pahar Ganj o Connaught Place, far colazione al Park Hotel, pranzare alla caffetteria del centro culturale italiano (accanto all’ambasciata, in zona Chanakyapuri) -ottimo cibo mediterraneo a prezzi ragionevoli- e per la cena non c’e’ che l’imbarazzo della scelta, essendo nutrita l’offerta dei ristoranti. Un paio di segnalazioni al riguardo: il Veda in zona Connaught Place, arredato in maniera piacevolmente kitch, per una buona cucina indiana ed il Ploof a Lodi Colony (central Delhi), piu’ trendy (e un po’ piu’ caro) per una buona cucina internazionale.

L’aria e l’odore di Delhi
Giuseppe Cederna, attore di cinema e teatro ed autore de Il grande viaggio -su percorsi himalayani- definisce l’aria di Delhi “densa come orzata” e ne descrive l’odore come “dolciastro di sciroppo e di corde che bruciano. L’odore vivo del decadimento, dei rifiuti, degli scarti. Delle trasformazioni.
Un inconfondibile fiume di odori che raccoglie fumo, smog, piante tropicali, latrina, palestra, scuola, cartoleria, mercato, immondezzaio, garage, bidis, terra, asfalto, fango”. E’ forse un odore che, come altri elementi peculiari della citta’, potrebbe andare sfumando data l’irruzione potente dell’India nella storia, la sua inevitabile, forse per certi versi auspicabile, occidentalizzazione. Delhi sta difatti diventando, in questi anni, una capitale ancora nuova: la capitale, insieme a Pechino (e per esteso a Bombay e Shangai), del secolo asiatico o, per riprendere il titolo dello splendido testo di Federico Rampini, dell’ “impero di Cindia”. Presa nel vortice potente del transeunte e’ dunque una citta’ che merita probabilmente di essere ancora “annusata” nella sua essenza profonda, prima che se ne perdano molte tracce nel dimenticatoio della storia.

Tratto da Vivere Altrimenti

Foto di Mskadu

Grazia Del Tito 28 settembre 2009 08:00

Hurgada: Snorkeling nel Mar Rosso

Autunno,  prime piogge e tanta voglia di sole.  Presto fatto! Basta una settimana di ferie, un badget  limitato e si parte. Destinazione Hurgada.  Non dovete far altro che cogliere una delle tante offerte volo+tranfert, all inclusive.

Il Mar Rosso con i suoi fondali spettacolari, le bellissime spiagge, i suoi tramonti indimenticabili, vi aspetta.

Hurgada, un tempo piccolo porto di pesca, è la stazione balneare più apprezzata dell’Egitto. Strade ampie,  venti chilometri di costa punteggiati di complessi turistici e il centro città, il quartiere di ed-Dahar, che mantiene intatto il suo fascino d’altri tempi.

Le immense spiagge bianche, le acque cristalline e il clima ventilato fanno di Hurgada il luogo privilegiato per una breve vacanza rigenerante.

Decisamente elevato lo standard  delle strutture recettive. Ampia e variegata l’offerta in grado di sodddisfare tutte le esigenze.

Bello l’impatto con facciate orientalleggianti, hall ricche ed accoglienti, ambienti freschi, bar forniti di bibite fresche di ogni tipo, cucina internazionale e personale gentilissimo sempre ponto a soddisfare ogni vostra richiesta.

Ogni albergo dispone di spiagge riservate e fornisce asciugamani. Non dovete preoccuparvi di niente, se non di rilassarvi e godervi la vostra meritata vacanza oziando sulla spiaggia, nuotando e facendo snorkelling: vi soprenderà la varietà infinita pesci che potrete fotografare anche senza immergervi.

Per ammirare da vicino la magnifica barriera corallina consigliamo una escursione alle isole Giftun.  Vi incanteranno  con le loro spiagge di sabbia bianchissima disseminate di corallo e di conchiglie,  e le acque dai meravigliosi colori cangianti che coprono tutte le tonalità dell’azzurro.

Per chi desidera immergersi per esplorare i meravigliosi fondali non resta altro che seguire le istruzioni dell’organizzazione che provvederà a fornire maschere, bombole e assistenza. Per tutti, poi, pranzo in barca a base di pesce fritto, riso e verdure cotte nel gusto semplice dei sapori naturali.

Foto di Francesco Severi

Donatella Cambosu 25 settembre 2009 08:00

Trieste in ottobre: il richiamo della Barcolana

Quando ho visto Trieste per la prima volta, avrei potuto pensare a Svevo, a Saba, a Joyce, a una lista lunghissima di scrittori e artisti nati o legati a questa città; invece mi è salita alla mente la canzone di Battisti “Luce dell’Est”. Che avevo sempre immaginata proprio come la luce di questa città di frontiera: chiarissima, a volte quasi bianca, altre delicatamente dorata, come il Castello Miramare e i mosaici sul palazzo della Prefettura in Piazza Unità d’Italia. Sarà per la bora.Trieste come dimensioni è una piccola città (ha poco più di 200 mila abitanti) ma un’identità davvero imponente, che ruota attorno a tre fattori: mare, cultura e melting pot.

Tutto questo si traduce in porto commerciale e turistico, tantissimi musei, monumenti, luoghi di culto vari, stili architettonici diversi, palazzi bellissimi conservati egregiamente, una cucina variegata e particolarmente saporita. Trieste è nota anche come Città della scienza , accoglie una comunità scientifica ed universitaria molto rinomata all’estero, che ha dato vita a Scuole di specializzazione come la Sissa di altissimo profilo internazionale.

Ma a ottobre, Trieste significa sopratutto “Barcolana”,  la regata “storica” più affollata del Mediterraneo. Quest’anno si svolgerà dal 3 all’11 del mese, un evento impressionante, aperto a tutti, che richiama circa 1.500 imbarcazioni da tutto il Mediterraneo, i quali si aggiungono a circa 600 equipaggi locali, per un totale di oltre 2.000 imbarcazioni che ricoprono interamente il Golfo! Il che significa anche circa 25 mila velisti e 800 mila persone che si riversano nelle strade, le piazze e i locali della città durante la sera. Un milione di persone in scarpe da vela.

Una vera iniezione di adrenalina per questa città così affascinante ma a volte un po’ sonnolenta: oltre agli appuntamenti velistici veri e propri l’organizzazione propone naturalamente un bel da fare anche per le serate, comprensive di spettacoli e concerti nella magnifica Piazza Unità d’Italia. La 41sima edizione si preannuncia ancora più dirompente del solito, quindi imperdibile, anche se non siete velisti: dal sito istituzionale troverete informazioni su alberghi, su come arrivare via mare e via terra, su come partecipare (se avete coraggio) alle regate anche se non avete barca usufruendo di charter.

Foto di LittleO2

Francesco Addante 24 settembre 2009 12:00

Come raggiugere l’Olanda

La soluzione migliore per raggiungere l’Olanda è sicuramente quella che viene offerta dalle compagnie di voli low cost, sia per la convenienza ed economicità che per la comodità e la velocità con cui si arriva a destinazione, rispetto a tante altre alternative. Se la meta è Amsterdam e l’aeroporto italiano di partenza non prevede una tratta diretta, è possibile avvicinarsi, facilmente e in breve tempo, alla capitale olandese dagli aeroporti di Rotterdam, Eindhoven e persino dal Belgio con Bruxelles. Poi da queste città, sarà pratico spostarsi con auto a noleggio o propria, in autobus o in treno o ancora con l’aereo. Groningen-Eelde Maastricht-Aachen, Enschede-Twente sono gli altri aeroporti olandesi che non hanno destinazioni da e per l’Italia.

Se poi non vi arrecano fastidio i viaggi lunghi, amate lo spirito di avventura e avete intenzione di visitare in modo autonomo i Paesi che attraversarete partendo dall’Italia, potete arrivare in Olanda tramite l’auto, partendo da Bolzano o Milano, in alternativa attraversando il traforo del Monte Bianco ma, quest’ultima possibilità è meno conveniente rispetto alla prima opzione. Oppure potete giungere a destinazione in autostop o tramite l’autobus usufruendo delle linee della compagnia della Eurolines Italia. La rete propone al riguardo diversi siti web per offrire e cercare un passaggio.

Non esistono invece collegamenti diretti tra Italia e Olanda (in treno ad esempio occorre fermarsi prima in Germania) tramite via rotaia e mare, ma e’ possibile prenotare svariate compagnie estere che collegano molto bene i Paesi Bassi alle nazioni confinanti. Ad esempio, il percorso aggiuntivo che fareste, attraverso questi mezzi di trasporto, potrebbe esservi utile se programmaste di visitare prima nazioni come l’Inghilterra.

Partiamo con un ipotesi concreta: se ad esempio prendiamo come destinazione la città di Amsterdam, quella più frequentemente scelta dai turisti italiani, e abbiamo previsto l’arrivo in aereo, l’aeroporto Schiphol sarà la vostra meta. Dall’aeroporto per arrivare alla capitale olandese, è sufficiente prendere un comodo treno, disponibile quasi in qualsiasi ora della giornata, che in 15/20 minuti (la distanza è di appena 18 Km a sud-ovest dal centro), con un costo di pochi euro, vi porterà nel cuore della città: la Centraal Station. Pochi minuti piedi, poi vi separeranno ancora da Piazza Dam, il centro di Amsterdam. Il treno e’il mezzo più economico e rapido per arrivare dall’aeroporto ad Amsterdam, ma oltre questo, sono presenti altri mezzi di locomozione come l’autobus o l’Amsterdam Airoport shuttle service o quelli usufruibili dal Schiphol Plaza. Nella stazione centrale è localizzata anche quella dei pullman e la maggior parte del capolinea dei tram, da qui si possono raggiungere anche tutte le stazioni ferroviarie NS d’Olanda.

nostrofiglio 08:00

In vacanza all’estero: minidizionario per donne incinte

Un periodo di relax via da casa fa sempre bene alle future mamme: nei luoghi di villeggiatura si respira un’aria migliore e si stacca dal lavoro e dallo stress quotidiano.
Qualche problema in più lo si può avere se si è all’estero e non si conosce la lingua del posto. Sai come si dice in spagnolo “Dove posso trovare un ginecologo?” E come spiegheresti a un farmacista inglese che ti brucia lo stomaco? Scoprilo qui.

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Foto di diluvi

Grazia Del Tito 23 settembre 2009 08:00

S. Vito Chietino, D’Annunzio e i Trabocchi

San Vito Chietino, piccolo centro a circa 27 km da Pescara, è un paese articolato su due livelli: la collina  con la sua splendida vista sulla Maiella  e la marina  che si estende lungo la suggestiva Costa dei Trabocchi.

I trabocchi sono antiche macchine da pesca che caratterizzano questo tratto della costa adriatica e, nella luce rosata dei tramonti,  le conferiscono un aspetto fra l’ onirico e il magico.

Classica sabbia dorata, piccole spiagge di ciottoli, deliziose calette che hanno qualcosa di intimo e raccolto, la  grande  terrazza panoramica da cui si gode una vista di ampio respiro e l’Eremo Dannunziano.

San Vito, terra di pescatori, musicisti, poeti e scrittori, fu particolarmente cara a D’ Annunzio che la celebrò nei sui versi e vi trascorse lunghi periodi di vacanza. L’ Eremo Dannunziano, che vide amori, passioni e la genesi di un suo celebre romanzo, è oggi una casa museo e un bell’esempio di tipica edilizia rurale abruzzese dell’ottocento.

La posizione, i paesaggi, il clima e l’ottima cucina fanno di San Vito Chietino il luogo ideale per chi desidera una vacanza rilassante, ma non per questo meno viva ed intensa.

Tante le manifestazioni che animano il paese nei mesi estivi e che spaziano dalle feste patronali alle sagre gastronomiche. Particolarmente coreografica e folcloristica è la festa della Madonna del Porto con la suggestiva processione di barche e i fuochi a mare.

Per chi ama sperimentare sapori nuovi ed è incline alla trasgressione alimentare vale la pena di lasciarsi tentare dai bocconotti e dai cilli pieni, dolci tipici realizzati in modo artigianale secondo la tradizione antica.

Tante anche le località limitrofe che, come Lanciano e Ortona, offrono ogni tipo di intrattenimento e interessanti percorsi culturali fra arte, tradizioni e antiche leggende.

Foto di wolfango

Alessia D'Aniello 22 settembre 2009 12:00

Yotel, dormire dentro l’aeroporto Schiphol di Amsterdam

Oggi parliamo dell’aeroporto Schipol di Amsterdam. Non tutti sanno che è anche un posto dove poter sostare. Sto parlando di Yotel, il terzo europeo e al mondo di questo tipo, infatti è stato preceduto dagli Yotel aperti negli aeroporti di Gatwick e Heathrow. Sono troppo carini!

La struttura, è situata all’interno del terminal ed è possibile scegliere tra 3 tipi di sistemazioni: Premium, Twin e Standard.
Queste stanze (cabine) misurano 10,5 mq e sono arredate in stile moderno. Dispongono di un bagno personale e sono dotate di televisione a schermo piatto, connessione internet wi-fi e servizio in camera 24 ore su 24.

La stanza Premium è dotata di un letto matrimoniale

la stanza Standard dispone di un letto singolo ma abbastanza grande anche per due persone

la stanza Twin è dotata di due letti a castello ed è inoltre indicata per le persone portatrici di handicap per via del maggiore spazio della camera.

I prezzi vanno da 35 a 60 euro. E’ richiesta una permanenza minima di 4 ore.

Foto di The Facey Family

Delhi: non solo di passaggio (Parte 1)

Delhi e’ una citta’ talvolta ingiustamente snobbata da coloro che viaggiano in India. Viene come vissuta “per forza”, quasi fosse un passaggio obbligato, arrivando al suo aeroporto notoriamente malandato. In verita’ credo sia una citta’ che meriti piu’ di quanto possa sembrare. Certo, non ha la piacevole adrenalina di altre capitali asiatiche come Bangkok, l’effervescenza di Bombay, il fascino evocativo di Calcutta.
E’ probabilmente meno peculiarmente indiana delle ultime due citate, senz’altro meno peculiarmente hindu. E’ stata difatti concepita, in primo luogo, come capitale dell’India islamica (Vecchia Delhi) subentrando ad Agra, nel diciassettesimo secolo, come centro principale dell’impero moghul. In un secondo momento come capitale (Nuova Delhi) del british raj, della “sezione indiana” del commonwealth britannico subentrando, in questo caso, a Calcutta. Era il 1931. Sedici anni dopo e’ diventata la capitale dell’India indipendente.

Vecchia Delhi e Nuova Delhi sono abbastanza diverse: “viuzze, piazzuole, moschee” e piccoli e grandi mercati-bazar la prima, viali alberati, strade larghe e comode e bei quartieri residenziali (accanto ad altri piu’ popolari) la seconda.
Vecchia Delhi e Nuova Delhi, tuttavia, sono facilmente identificabili con un unico tessuto urbano, sfumando armoniosamente l’una nell’altra.

Cosa vedere
Per far si’ che la visita a Delhi offra una buona finestra sulla complessiva cultura indiana e’ d’obbligo una visita al National Museum (che ha due omologhi nell’Indian Museum di Calcutta ed il Prince of Wales Museum di Bombay). In una mattinata si puo’ avere un assaggio della preistoria, la storia, l’antropologia e l’arte (in particolare scultoria e miniaturistica) dell’intero subcontinente. Non molto distante dal museo la Safdarjang’s Tomb, mausoleo settecentesco: una delle ultime espressioni dell’architettura moghul.
Per un’espressione architettonica piu’ antica merita di essere segnalato il mausoleo di Humayun (Humayun’s Tomb), ritoccato nel tempo per avvicinarlo all’ideale estetico del Taj Mahal di Agra, realizzato (il Taj Mahal)per ordine dell’imperatore moghul Shah Jahan e definito dal poeta bengalese Rabindranath Tagore “una lacrima sul viso dell’eternita’”.
Allo stesso Shah Jahan si deve la realizzazione del Forte Rosso (Lal Qila) di Delhi, ultimato nel 1648 e da cui avrebbe successivamente amministrato l’impero il figlio Aurangzeb. Le mura del Forte Rosso si estendono per circa due chilometri e contengono le vestigia, in buono stato, di diversi edifici imperiali. Certo, ci vuole un po’ di immaginazione per vedere gli stessi edifici ricoperti di oro, argento e pietre preziose (oggi ne rimangono gli “scheletri” in marmo e pietra rossa), i giardini lussureggianti percorsi da canali di acqua limpida (oggi tristemente asciutti) che portava refrigerio sin negli interni opulenti. Uno dei fabbricati del Forte Rosso e’ adibito a piccolo museo, dove e’ possibile ritrovare alcuni oggetti del quotidiano moghul.
Poco distante da Lal Qila la piu’ grande moschea dell’India: Jama Masjid che reca ancora la firma di Shah Jahan. Faticosa ma senz’altro edificante la “scalata” del minareto-sud da cui si gode una splendida vista della citta’ e delle mura del Forte.
Spostandosi nella zona meridionale e’ un altro minareto, il Qutb Minar, che merita una visita ed una piacevole sosta nei giardini che lo ospitano. La costruzione e’ iniziata alla fine del 1100, per celebrare la sconfitta dell’ultimo dominio hindu sulla citta’, rappresentando un bell’esempio di architettura “paleo-afghana”.
Di ritorno dal Qutb Minar verso il centro merita una sosta, all’imbrunire, l’India Gate, in stile quasi “neoclassico”, particolarmente amata dagli autoctoni pur non avendo la celebrita’ dell’omologa di Bombay.

Tratto da Vivere Altrimenti

Foto di mpnchar

Luca Bove 21 settembre 2009 08:00

A Sorrento alla scoperta dei sapori d’autunno.

Non so a voi, ma a me quando arriva l’autunno scatta subito la voglia di passeggiate nel verde e soste goderecce tra ristoranti, osterie e sagre. Ed è proprio tra settembre e ottobre che riscopro il fascino di Sorrento, finalmente libera dalle orde di turisti e bagnanti. Passeggiando tra i vicoli del centro storico è finalmente possibile , fermandomi ad fare un po’ di shopping, ammirando un panorama terso dalla villa comunale. Ritagliandosi per una volta il lusso di godersi la propria città da turista. Senza considerare che poi l’autunno è da sempre qui a Sorrento una stagione ricca di appuntamenti per quel che riguarda sagre e manifestazioni enogastronomiche.

Ecco quindi alcune proposte per un week-end a Sorrento tra natura e gastronomia. Sagre e manifestazioni autunnali a Sorrento Dal 1 all’11 ottobre appuntamento con la sagra dell’uva nella frazione collinare di Priora. Non tutti infatti sanno che Sorrento, fin dai tempi dei romani, è stata famosa per la produzione di vini di altissima qualità . Il programma prevede stand con degustazioni di vini campani e percorsi nei vigneti per osservare il processo di fabbricazione del vino. Il tutto sarà abbinato a concerti di musica classica nella chiesetta di Priora.

Il pane è invece il protagonista di “Il Gusto del Pane” che si svolge dal 18 al 20 settembre in Trinità (frazione di Piano di Sorrento), ed è organizzato dalla Parrocchia della SS Trinità. La manifestazione si propone di raccontare la tradizione del pane a Sorrento e nella Penisola Sorrentina attraverso la promozione dei prodotti tipici, degustazioni guidate e mostre a tema. Ci sarà l’occasione di poter osservare tutte le fasi della preparazione del pane.

Un altro grande appuntamento classico dell’autunno sorrentino è la Festa della Castagna che anima gli ultimi week-end di ottobre Monte Faito, la montagna di 1100 metri che sovrasta la penisola sorrentina. A detta di tutti ( a anche a parer mio) questa è la sagra più bella di tutta la penisola sorrentina. Qui tra faggeti e castagneti saranno distribuite caldarroste e altri invitanti piatti caldi autunnali come zuppe di porcini e cinghiali. Tutti da gustare insieme a un buon bicchiere di vin brulè seduti attorno a uno dei tanti focolari accesi sulla montagna.

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