Grazia Del Tito 24 dicembre 2009 08:00

Una tradizione che vive: i mercatini di Natale a Monaco

Monaco è la città più amata della Germania meridionale. Col suo clima continentale, l’assetto di città moderna e cosmopolita,  è  bella ed intrigante in ogni stagione dell’anno.  Nel periodo natalizio la città, viva e pulsante, brilla nelle luci delle luminarie e si anima di mercatini che, in questo periodo,  sono una delle attrattive principali della Baviera.

Ogni anno, come in un rito consolidato che affonda le sue radici in una tradizione antica,  il  venerdì che precede la prima domenica di Avvento,   i monacensi accorrono in gran folla nella suggestiva Marienplatz dove  alle 5 in punto  il Borgomastro inaugura il ”Münchner Christkindlmarkt”. Monaco2

E’ un momento speciale per Monaco, un giorno magico, in cui  succede qualcosa di straordinario: come nella favola del flauto magico una sorta di fascinazione pervade le strade del  centro di Monaco e persone di ogni età  si ritrovano nella  Marienplatz, fra il profumo intenso del vin brulè e l’invitante odore delle delizie gastronomiche bavaresi.

E fra il  luccichio delle decorazioni natalizie, le bancarelle trabordanti di creazioni artigianali, dolci e leccornie varie, si respira una bella atmosfera di festa e di condivisione.

Molto suggestivo l’effetto del maestoso   albero di Natale alto come una casa di dieci piani che brilla della  luce delicata ed intensa  delle 2500 candeline che lo addobbano.

I mercatini di Monaco sono più che una semplice tradizione,  fanno parte del patrimonio culturale della città ed hanno origini molto antiche. Si narra che già nel XIV  secolo, in questa parte della Baviera fosse consuetudine  allestire  un mercato  speciale nel periodo di Natale.  Nei secoli successivi la tradizione   si consolida  e diventa una sorta di  rito aspettare i mercatini natalizi per acquistare abiti di lana per i bambini,  statuette per il  presepe, articoli di artigianato, dei dolci di panpepato,  e particolarissimi  ”spazzacamini“ fatti con prugne e mandorle.

Dunque, una tradizione antica quella dei mercatini di Natale divenuti oggi consuetudine anche nel nostro paese. Come un filo magico che attraversa il tempo e lo spazio restituendoci l’unità del tutto.

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Grazia Del Tito 14 dicembre 2009 08:00

Un weekend a Dublino

C’è qualcosa di bizzarro e di affascinante in Dublino, città dal curioso e singolare equilibrio fra tradizioni e modernità.

E’ sempre una bella avventura una vacanza in questa città viva ed accogliente fra memorie letterarie, accoglienti pubs ed incantevoli strade dalle classiche porte colorate.

Nel periodo natalizio Dublino è la meta ideale per chi vuole entrare nel pieno delle tradizioni irlandesi e degustare le tipiche specialità delle feste come il Christmas Pudding , le Mince Pies e tante altre ghiottonerie.

Certo, vento e pioggia non mancheranno, ma sarà talmente in stile con l’atmosfera molto speciale che avvolge la città, che dopo il primo momento di disagio, vi sembrerà del tutto normale.

E così, passeggiando per le stradine del Temple Bar all’imbrunire , come in un déjà vu, ci si trova immersi in un’atmosfera, quasi surreale, che riporta intatto l’eco di un passato reso celebre dalle parole del grande James  Joyce.

Fra artisti di strada e invitanti locali, con lo scendere delle tenebre , il quartiere acquista una nuova dimensione: si anima e diventa il cuore pulsante del divertimento notturno.

Durante il giorno è invece Grafton Street, arteria principale della città , a farla da padrona con i suoi bei negozi.

E poi ci sono la Guinness Storehouse e la Old Jameson Distillery

Alla Guinness Storehouse si può seguire tutto il procedimento della lavorazione e naturalmente degustare la famosissima birra su una magnifica vista panoramica. Da non perdere l’area riservata alle campagne pubblicitarie, percorso interessante nella storia del costume e dell’evoluzione nell’arte del persuadere.

Molto interessante anche la visita della Old Jameson Distillery dove nel 1870 si iniziò a produrre il whiskey secco, gloria e vanto del paese. E’ una bella esperienza entrare nel vivo del processo produttivo, fra aromi e curiosi alambicchi, e poi in quell’atmosfera speciale delle cantine di invecchiamento sicché, alla fine della visita, degustare è come parte di un rito di iniziazione ad una cultura che si nutre del piacere nella cura dei dettagli, nel rispetto di una tradizione che è l’essenza stessa del grande fascino della magica Irlanda.

Foto di infomatique

Alessia D'Aniello 11 dicembre 2009 08:00

Capodanno a Rimini

Il Capodanno è una data molto importante, nella quale si dice addio all’anno passato per accogliere festosi quello nuovo: spesso e volentieri in questa notte magica, ciascuno di noi fa il bilancio dei mesi trascorsi e pensa a nuovi propositi e, soprattutto, sceglie di divertirsi con le persone più care.

Sicuramente la città di Rimini è una delle mete più quotate per questo evento importante e, soprattutto, elettrizzante: numerosi sono infatti gli ospiti che scelgono di vivere la notte più scintillante dell’anno in questa località, anche grazie alla vasta offerta di divertimenti che l’Amministrazione Pubblica e le aziende private mettono a disposizione.

Tutti coloro che decideranno di vivere il Capodanno 2010 a Rimini potranno quindi scegliere di soggiornare in molteplici strutture dotate di qualsiasi genere di comfort e che propongono tariffe speciali e pacchetti tematici
Potrete quindi optare per una romantica serata in hotel con Cenone e musica dal vivo oppure scegliere di partecipare ad una delle tante attività presenti nel calendario del Capodanno riminese: locali, party esclusivi, discoteche alla moda, fuochi d’artificio, dirette Tv e brindisi sotto le stelle sono solo alcune delle iniziative previste per la nottata.

Numerosi saranno i pub ed i club notturni aperti per l’occasione che proporranno una lunga serie di feste divertenti ed insolite: potrete scegliere tra decine di luoghi e di selezioni musicali, avrete l’opportunità di partecipare a feste a tema ed a cenoni deliziosi all’interno delle discoteche più glamour d’Italia.
Sarà particolarmente divertente condividere con i vostri amici una serata elettrizzante come quella del Capodanno in una delle cittadine più in voga di sempre: potrete scatenarvi sulle note delle ultime hit del momento, brindare tutti insieme e conoscere gente nuova e simpatica.

Le coppie oppure le famiglie che invece preferissero un divertimento meno scatenato potranno approfittare dei numerosi ristoranti e pub aperti per l’occasione che proporranno menù particolari e squisiti nonché musica dal vivo per aspettare tutti insieme in allegria l’arrivo del nuovo anno.
Immancabile infine la diretta Tv con Fabrizio Frizzi che da anni conduce l’attesa della mezzanotte con brio ed eleganza: sono attesi per l’occasione decine di ospiti musicali italiani e stranieri, al fine di offrire uno spettacolo gradevole e divertente per tutti.
Non perdete quindi l’occasione di vivere una notte indimenticabile: scegliete il vostro Capodanno a Rimini, sinonimo di divertimento per tutti i gusti!

Foto di Xbakko

Grazia Del Tito 10 dicembre 2009 08:00

Asiago e i Giardini di Natale

Sono stata ad Asiago  in gennaio per la classica settimana bianca.  Il viaggio da Roma abbastanza lungo, ma tutto sommato agevole: chilometri e chilometri di autostrada poi, si imbocca la statale e il paesaggio cambia completamente.

E’ stupefacente lo spettacolo di incredibile bellezza: il bianco abbagliante della neve, il verde intenso degli abeti. E ad ogni curva si ripete, uguale, eppure sempre suggestivo.

Asiago è un  piccolo comune di poco più di 6.000, composto da molte contrade, situato in provincia di Vicenza. Noto per gli impianti sciistici di prim’ordine e la collaudata accoglienza dei turisti è decisamente sottovalutato, dai più,  sotto l’aspetto storico e estetico.

Pochi sanno che qui ci sono tracce di  insediamenti umani che risalgono al paleolitico e mesolitico e che  i primi abitanti stabili appartengono all’epoca preromana. Ancora oggi è molto forte, nella lingua e nel folclore,  la tradizione cimbra, riconducibile ai Goti e ai Longobardi.

Nel comune di Asiago ci sono anche  due osservatori astronomici, dell’ Università di Padova, che costituiscono il principale centro italiano di astronomia ottica.

E poi il paese è davvero bello, una piccola bomboniera in cui è piacevole passeggiare e fare shopping nei tanti negozi che espongono prodotti alimentari di altà qualità e manufatti artigianali tipici della regione.

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Accoglienti i pub e davvero degna di nota la cucina dei molti ristoranti che propongono ricette tradizionali, tutto rigorosamente fatto in casa, accompagnate dagli ottimi vini dell’area compresa fraTrento e Vicenza.

Che dire poi dei salumi e dei formaggi? E i dolci? Assolutamente superlativi! E qui si puo’ davvero abbondare perchè  sulle piste, fra lezioni di sci, capitomboli e scivolate, si brucia tutto.

Grande la professionalità dei maestri di sci dotati di grande comunicativa e sempre disponibili allo scherzo.

Davvero un centro di eccellenza per chi ama lo sci, ma anche molto piacevole e rilassante per chi, come me, non è nato per lo sport.

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Sono tante le iniziative a carattere culturale ed enogastronomico organizzate nell’ambito del comune di Asiago. Nell’immediato una particolarmente piacevole e divertente è quella dei   Giardini di Natale che si terrà dal 5 all’ 8 dicembre nel periodo del ponte dell’Immacolata.

Manuel Olivares 9 dicembre 2009 08:00

Lumbini: meta di pellegrinaggio Buddista

Lumbini (“amabile”, in sanscrito), nel piatto ed un po’ depresso sud del Nepal (ai confini con lo stato indiano dell’Uttar Pradesh), ha dato i natali a Gautama Siddharta, il Buddha.
E’ dunque uno dei quattro luoghi di pellegrinaggio buddista (accanto a Bodhgaya, dove Siddharta realizzo’ lo stato di “risvegliato”, Sarnath, dove tenne il primo sermone e Kushinagar, dove lascio’ il corpo).
A circa 25 chilometri si trova Kapilavastu che da’ il nome all’intero distretto ed ospita le rovine del palazzo-cittadella in cui Buddha visse per quasi trent’anni.
Lumbini venne visitata dal celebre imperatore Ashoka, della dinastia Maurya che dichiaro’ il buddismo, cui si converti’ nel 262 a.C., religione di stato. In ricordo della visita venne posta una colonna, poco distante dal tempio di Mayadevi, la regina che diede alla luce il Buddha. Sulla colonna c’e’ un’iscrizione nell’alfabeto brahmi (lo stesso dei celebri “editti” dell’imperatore), utilizzato prima che il devanagari (l’alfabeto sanscrito) prendesse il sopravvento.
Lumbini, dal 1997, e’ uno dei siti protetti dall”UNESCO. E’ circondata da un’ampia “area monastica” dove vige il divieto di costruire qualunque cosa non sia un monastero. L’area e’ divisa in una sezione-est, dove sono sorti monasteri di tradizione buddista Theravada (la piu’ antica) ed in una sezione-ovest per quelli di tradizione buddista Mahayana e Vajrayana.
Il nostro viaggio inizia nel Mayadevi Temple, dove una pietra, inserita in una teca, in terra, marcherebbe il luogo esatto in cui la regine partori’ il Buddha. Continua davanti alla colonnna di Ashoka ed all’interno di un monastero di tradizione Theravada. Costeggia altri due monasteri ed un tempio induista (come si puo’ intuire dalle due statue che rappresentano la coppia mistica formata da Krishna e Radha) sulla via di Kapilavastu. Il nostro viaggio prosegue tra le rovine della cittadella in cui il Buddha visse la sua giovinezza e la prima eta’ matura e si conclude con qualche scorcio del villaggio che ospita il sito archeologico, dove il tempo sembra quasi non essere passato.

Tratto da VivereAltrimenti

Foto di Argenberg

Alessia D'Aniello 8 dicembre 2009 08:00

Berlino:Porta di Brandeburgo

La porta di Brandeburgo era a Berlino Est, appena oltre il confine con l’Occidente..il nome di Porta ha perso ogni significato in seguito alla caduta del Muro di Berlino. Oggi, la Porta di Brandeburgo è il simbolo della Berlino riunificata e appare in monete tedesche da 10, 20 e 50 centesimi.

Questa magnifica struttura neoclassica, fu progettata da Carl Gotthard Langhans che si ispirò al Propileo ateniese (l’ingresso all’Acropoli). Fu edificata dal 1778 al 1791, ma le decorazioni scultoree furono completate solo nel 1795. Un paio di padiglioni, un tempo usati dalle guardie e dai doganieri, fanno da cornice al possente colonnato dorico, sovrastato da una trabeazione. I bassorilievi raffigurano scene tratte dalla mitologia greca. L’intera struttura è sormontata dalla celebre scultura, detta la Quadriga, di Johann Gottfried Schadow, considerata in origine simbolo di pace. Nel 1806, durante l’occupazione francese, fu smantellata per ordine di Napoleone e portata a Parigi. Quando fu restituita, nel 1814, divenne il simbolo della vittoria e la statua della dea fu dotata di un’asta recante l’aquila prussiana, mentre alla croce in ferro fu aggiunta una corona d’alloro.

La Porta di Brandeburgo è stata testimone di tanti eventi importanti della città. Sotto i suoi archi hanno sfilato sia parate militari che manifestazioni di lavoratori. Inoltre, è stato teatro delle celebrazioni della nascita del secondo Reich, così come dell’ascesa al potere di Hitler. Nel maggio del 1945 venne issata qui la bandiera sovietica, e il 17 giugno 1953 25 lavoratori, che manifestavano per ottenere delle riforme, furono uccisi. La porta, situata a Berlino est, fu restaurata tra il 1956 e il 1958, quando la quadriga, gravemente danneggiata, fu ricostruita a Berlino ovest. Fino al 1989, la porta segnò il confine tra le due Berlino.

La porta è alta 26 metri e larga 65. Per comprendere la maestosità, basti pensare che alla base delle collonne doriche ci sono 5 strade. La Brandenburger Tor prende il nome dallo stato federato del Brandeburgo, di cui fa parte Berlino.

Foto di Uvapassa21

Eleonora Gambon 7 dicembre 2009 08:00

La festa di San Nicolò e i krampus

Questo è un periodo di feste e ricorrenze, quindi anche stavolta voglio parlare di un evento piuttosto particolare e poco conosciuto; non voglio infatti parlare dei soliti mercatini di Natale, argomento decisamente trito e ritrito per questo periodo dell’anno, ma di qualcosa assolutamente da non perdere: la festa di San Nicolò (che ricordiamo essere tradizionalmente il vescovo di Myra, città ellenica nell’attuale Turchia) e i suoi spaventosi krampus. Questa è una ricorrenza tipica dell’Alto Adige, del nord del Friuli e di molte altre parti del nord Europa, in particolare delle zone di lingua tedesca, che di solito si festeggia la sera del 5 dicembre.

Ma cosa sono questi krampus, vi chiederete voi? Sono degli uomini-demoni che corrono per le strade alla ricerca dei bambini cattivi, subito pronti a “mazzolare” in tono più o meno scherzoso e, soprattutto, più o meno manesco chiunque provi a sfidarli. Accompagnati da grossi campanacci e corni, oltre che a fruste sempre pronte per essere usate, i krampus chiudono la sfilata di fine festa che avviene lungo le vie del paese; prima di loro però sfilano San Nicolò, a piedi o su un carro, seguito da angeli e dal suo servo Davide, tutti distribuendo dolci e caramelle.

San Nicolò cerca di mantenere a freno i krampus, mentre continua il suo passaggio nel paese e interroga i bambini, rimproverandoli o dando loro dolci a seconda dei casi, e solo quando scende la notte San Nicolò scompare lasciando incontrallati i krampus, che rincorrono anche per ore bambini e adolescenti, fino a sparire inghiottiti dalle tenebre.

La leggenda sembra essere nata molti secoli fa, quando dei ragazzi andavano in giro vestiti con pelli di pecoroni a spaventare la gente nei villaggi per deprendarla dalle provviste, e scoprirono che tra loro vi era il diavolo in persona, l’unico con i piedi di un caprone. Venne quindi chiamato il vescovo Nicola, che riuscì a sconfiggere il mostro e questo suo gesto viene ricordato con la sfilata per il paese.
Sebbene possa sembrare una festa violenta e tenebrosa, in realtà i bambini sono i primi a divertirsi e a cercare di istigare i diavoli, mangiando dolci a bizzeffe, oltre ad essere davvero molto impregnata di una tradizione e una forte cultura tipicamente nordiche, anzi direi più specificamente tedesche.
Le principali sfilate sono a Brunico, in provincia di Bolzano e a Camporosso, una località nel comune friulano a confine con l’Austria di Tarvisio, oltre che in moltissime altre città italiane (Vipiteno, Dobbiaco, Pontebba e Tarvisio stesso) e non.
Spero di avervi convinto, perchè davvero questa è una festa che merita una forte attenzione!
A presto!
Grazia Del Tito 4 dicembre 2009 08:00

I Murales di Belfast

Per molti Irlanda è sinonimo di Dublino. Bellissima città, senza dubbio. Ma molto diversa dall’Irlanda del nostro immaginario collettivo ricca di immagini di  murales che scorrono sulle note di Bloody Sunday http://www.youtube.com/watch?v=JFM7Ty1EEvs.

E’ di questa Irlanda che voglio parlare, che in verità è solo una piccola parte dell’isola, si chiama Irlanda del Nord ed è parte integrante del Regno Unito.

A lungo funestata da conflitti sanguinosi,  come una fenice risorge oggi dalle sue ceneri  offrendo al visitatore una bella immagine di freschezza e dinamismo in cui vecchio e nuovo si sovrappongono e mescolano.

Fra le attrazioni principali di Belfast spiccano Il Saint George’s Market, mercato coperto  in stile vittoriano  e, naturalmente i murales che rappresentano lo spirito politico e religioso delle due comunità presenti sul territorio: cattolica e protestante. Sulla Shankill Road, quasi interamente abitata da protestanti, fanno bella mostra di sé murales con chiari riferimenti a sostegno  della corona britannica e gruppi paramilitari protestanti. Falls Road e gli altri quartieri a predominanza cattolica  si ispirano a temi a carattere fortemente nazionalistico ed indipendentista con un chiaro accento sul folclore, la lingua originaria e temi che rimandano all’Irlanda unita, e all’esercito repubblicano irlandese (IRA) .

Da vedere anche St. Anne’s Cathedral con le sue belle vetrate colorate e gli enormi mosaici.

E poi ci sono i  tradizionali pub punto di ritrovo importante della vita sociale della città in cui si puo’ ascoltare musica tradizionale sorseggiando un’immancabile pinta di ottima birra.

Tanti anche i negozi, soprattutto in  High Street,  Royal Avenue e nelle strade laterali. Interessante anche il centro commerciale Castlecourt e i  negozi d’arte del Quartiere della Cattedrale, di  Bedford Street,  di Dublin Road e  di Donegall Pass.

Per gli amanti della natura c’è il bellissimo Dixon Park con i suoi 100.000 fiori, due giardini botanici e  Cave Hill enorme parco che custodisce reperti di insediamenti preistorici.

Eleonora Gambon 3 dicembre 2009 08:00

Oasis – sapori antichi Vallesaccarda

Alle volte si cercano locali romantici per festeggiare qualcosa di importante e questo è uno di quei ristoranti che non possono deludere. La cura del dettaglio, una cucina creativa, ma fortemente legata al territorio, un servizio impeccabile ha fatto diventare l’Oasis uno dei migliori ristoranti del sud Italia.
Il ristorante si trova in un piccolo paesino dell’Irpinia, poco lontano dall’uscita “Vallata” dell’autostrada Napoli-Canosa. Raggiungerlo è piuttosto semplice, in quanto si trova a ridosso della strada che attraversa il paese ed è quindi impossibile perderselo. Non c’è un parcheggio adibito, ma ci sono comunque spazi nei dintorni dove poter tranquillamente lasciare il proprio veicolo.

Come accennato prima, l’atmosfera è molto elegante, curata davvero nei minimi dettagli, basti pensare che vi è addirittura lo sgabellino per appoggiare la borsa, oltre ovviamente a candele sparse dappertutto e tavoli apparecchiati stile matrimonio dove il colore bianco prevale. Se proprio vogliamo essere pignoli, la sala dove abbiamo mangiato noi era un pochino dispersiva e il nostro tavolo sarebbe stato giusto per quattro/sei persone, non per due…ma veramente sto facendo la pignola! Però ho notato che vi era un saletta un po’ più intima, affianco alla principale, probabilmente utilizzata nel caso la più grande si riempia.
I bagni sono eccezionali, con dei bellissimi quadri, uno specchio enorme e, tocco di finezza incredibile per i miei gusti, piccoli asciugamanini da utilizzare per le mani e poi gettare in un gesto di vimini, fantastico! Vi era anche uno smacchiatore nel caso potesse servire.

Per quanto riguarda il menù le scelte sono svariate, ma io consiglio di provare le degustazioni, che danno un ventaglio più ampio e spaziano un po’ su tutto; noi abbiamo scelto una degustazione da 45 euro con abbinata la degustazione dei vini.
Siamo partiti, dopo un appetizer di grissini ancora caldi alla cipolla bagnati da un ottimo Prosecco di Valdobbiadene e il benvenuto della casa (una polpettina con cuore di provola su purè di lenticchie), con l’antipasto della casa: guanciale al pepe nero, prosciutto, ricottina in cestino e un carpaccio di manzo con verdurine di stagione, un ottimo inizio con tutti prodotti locali.
Abbiamo poi assaggiato una zuppa maritata della tradizione campana, che io ho trovato un po’ salata, ma credo sia una questione di gusto personale.

3218506212_a2cb725086_mDue assaggi di ravioli, uno meglio dell’altro, il primo ripieno di burrata e di erbette conditi con manteca campana e tartufo irpino, mentre l’altro condito con un sugo alle noci eccezionale!
Passiamo poi al secondo, una carne di agnello cotta per molte ore, davvero molto morbido, con una riduzione di Taurasi.
Vi è anche la possibilità di scegliere una degustazione di formaggi con delle marmellate particolari (speciale quella al peperoncino), che nel conto finale non ci sono stati conteggiati.
I dolci sono stati fatti personalizzati, io ho ricevuto una spuma di ricotta con biscotto salato, oltre ovviamente alla classica piccola pasticceria. Devo dire che i dolci sono stati la parte più debole della serata, ma comunque sempre con un voto al di sopra della media!
I vini abbinati sono stati un bianco con i primi, un Taurasi con il secondo e un dolce finale, tutti vini della zona e di piccole produzioni.

Un caffè e due ammazzacaffè (un rosolio e un liquore di finocchietto davvero da provare), con un conto totale di 145 euro…bè insomma qualche follia la si deve pur fare no? Una follia che comunque vale davvero la pena e comunque un prezzo che per la qualità mi è sembrato più che adeguato.
Servizio ovviamente impeccabile, il minimo che ci si aspetta per locali del genere, sempre pronto a consigliare e spiegare, ma mai invadente.
Se si vuole si possono inoltre comprare alcuni prodotti come le marmellate, qualche miele, dei sottoli; noi abbiamo preso la famigerata marmellata di peperoncini e un miele di castagno anche questo assaggiato coi formaggi.

Non posso che consigliare questo locale per qualche serata romantica, ma anche per un pasto semplice, in quanto a pranzo vi è il Menù lavoro a soli 19 euro!

Barbara Figini 2 dicembre 2009 08:00

Sleddog – un diverso modo di visitare la Lapponia

Viaggiare insieme agli animali è un’avventura veramente incredibile, che genera un senso di particolare vicinanza alla natura.

I cani hanno una lunga tradizione nelle regioni artiche, essendo stati per moltissimo tempo il solo mezzo di trasporto a disposizione di quanti si avventuravano a queste latitudini.

Concedetevi almeno una volta un viaggio in compagnia degli animali: vi regalerà una sensazione di vicinanza  mai provata agli elementi naturali!

sleddogLa comunicazione, la fiducia, l’ammirazione, il rispetto che sentirete sin da subito nei confronti di questi amici, che con tanto impegno vi conducono  per le infinite distese del nord, vi daranno una sensazione inimmaginabile, che non fa che rafforzare il piacere e l’avventura della scoperta del mondo delle montagne e dei boschi lapponi.
I monti svedesi e finlandesi sono ideali per essere esplorati a tiro di cani, dato che non presentano quasi mai alture scoscese, e sono per lo più amabili da percorrere.

Inoltre sono attrezzati con una rete di sentieri piuttosto fitta, parecchi rifugi e stazioni di montagna, oltre a numerosi operatori di settore, ormai conosciuti per la loro serietà, che offrono pacchetti gita di varia durata, con diversi itinerari più o meno estesi.

È un’esperienza indimenticabile uscire nella natura grandiosa con i cani husky che continuano ad abbaiare finchè si parte. Queste  stupende creature  desiderano solo correre nel polverio bianco delle foreste e dei laghi ghiacciati.
Per provare a guidare con le vostre mani un tiro di cani non è necessario avere già esperienze precedenti. Guide esperte vi insegnano in un batter d’occhio le manovre più importanti. I maggiori centri di sport invernali offrono la possibilità di gite in slitta di diverse lunghezze, in alternativa attraverso i boschi oppure in alta montagna; in alcune località c’è addirittura la  possibilità di farsi venire a prendere in slitta all’aeroporto.

Unica preacuzione, tenere ben daldi mani e piedi alla slitta… i cani corrono veloci e se non si fa attenzione si può rischiare qualche ruzzolone a terra, proprio come è successo a me ;-)

Foto di Robglinka

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