Sara Daffara 14 maggio 2009 08:00

Abu Simbel

Abu Simbel

Abu Simbel è uno dei più bei siti archeologici dell’Egitto. Si trova nell’Egitto meridionale, sulla riva occidentale del Lago Nasser, a circa 280 km a sud di Assuan. Il complesso archeologico, scoperto nel 1817 da Giovan Battista Belzoni, è composto da due enormi templi in roccia ricavati dal fianco della montagna dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C., eretti per intimidire i vicini Nubiani e per commemorare la vittoria nella Battaglia di Kadesh.

Tra i molti monumenti eretti dal faraone Ramses II il grande tempio di Abu Simbel è generalmente considerato il più imponente ed il più maestoso: sulla facciata, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali alta 20 metri; in ciascuna il faraone indossa le corone dell’Alto e del Basso Egitto, il copricapo chiamato “Nemes”, che gli scende sulle spalle ed ha il cobra sulla fronte. Ai lati delle statue colossali ve ne sono altre più piccole, la madre e la moglie Nefertari mentre tra le gambe ci sono le statue di alcuni dei suoi figli, riconoscibili dai riccioli al lato del capo. Sul frontone del tempio ci sono poi 14 statue di babbuini che, guardando verso est, aspettano ogni giorno la nascita del sole per adorarlo: in origine erano 22, tante quante le province dell’Egitto, anche se secondo un’altra ipotesi le statue erano 24 una per ogni ora del giorno.

Sopra la porta di entrata del tempio in una nicchia scavata nella roccia, c’è la statua del dio Ra’ Ho Akthi, è il dio falco unito al disco solare, con nella mano destra il simbolo della prosperità, nella sinistra il simbolo della giustizia. Questi due simboli uniti al disco solare Ra’ si ritrovano nel cartiglio di incoronazione di Ramses II, quindi il faraone vuole indicare che il tempio è dedicato sia al dio che a sé stesso. Ai lati della nicchia ci sono due altorilievi raffiguranti il faraone mentre fa offerta del simbolo della giustizia al dio. Ai lati delle statue poste presso l’ingresso ci sono delle decorazioni con il dio Nilo, simbolo dell’abbondanza, che lega fiori di loto, simbolo dell’Alto Egitto, con i fiori di papiro, simbolo del Basso Egitto, per dimostrare l’unione del paese. Sotto queste scene, nel lato destro, quindi a nord, sono rappresentati dei prigionieri asiatici legati con corde che terminano con il fior dei papiro, mentre nel lato sinistro, quindi a sud, sono rappresentati dei prigionieri africani legati con corde che terminano con fiori di loto.

L’entrata del tempio conduce alla grande sala dei pilastri, otto dei quali raffigurano il faraone con sembianze di Osiride. Sul soffitto ci sono poi disegni incompiuti che rappresentano la dea Mut, che protegge il tempio con le sue ali distese. Le pareti della sala nel lato destro sono ricoperte di scene che rappresentano la vittoria di Ramses nella battaglia di Kadesh combattuta contro gli Ittiti. Nel lato sinistro ci sono altre imprese di Ramses. Da qui si entra nella sala più piccola del tempio, detta dei nobili, con quattro pilastri quadrati coperti da rilievi raffiguranti ilabu-simbel-7 faraone con varie divinità. Sulle pareti c’è il faraone mentre offre profumi ed incensi alla barca sacra di Amon, seguito dalla moglie Nefertari. Da questa sala si accede infine al cuore dell’edificio, contenente quattro statue sedute che guardano verso l’entrata: Ra-Harakhte (il falco con il disco solare), Ramses deificato, Amon-Ra (dio del sole e padre degli dei) e Ptah (dio dell’arte e dell’artigianato). Qui, grazie all’orientamento del tempio, due volte all’anno il primo raggio del sole si focalizza sul volto della statua del faraone: il 21 febbraio, il giorno della sua nascita, ed il 21 ottobre, giorno della sua incoronazione. Dopo lo spostamento del tempio questo fenomeno si verifica il 22 febbraio e il 22 ottobre. Negli altri giorni dell’anno il sole illumina anche le altre divinità ad esclusione del dio Ptah considerato dio delle tenebre.

A nord del tempio maggiore, a un centinaio di metri, si trova il tempio, scavato nella roccia, dedicato ad Hathor ed a Nefertari moglie di Ramses. La facciata  è ornata da sei statue alte 10 metri, tre ad ogni lato della porta di ingresso: è l’unico tempio egizio dedicato ad una regina e lo stesso Ramses lo ha fatto scrivere in una incisione nei rilievi della facciata.

Nel 1960 il presidente egiziano Nasser decise l’inizio dei lavori per la costruzione della grande diga di Assuan, opera che prevedeva la formazione di un enorme bacino artificiale. Tale progetto rischiava di cancellare numerose opere costruite dagli antichi egizi tra cui gli stessi templi di Abu Simbel. Grazie all’intervento dell’UNESCO, 113 paesi si attivarono inviando uomini, denaro e tecnologia, per salvare il monumento. Vennero formulate numerose proposte a tale scopo e quella che, infine, ottenne maggiori consensi fu quella di tagliare, numerare e smontare blocco per blocco l’intera parte scolpita della collina sulla quale erano stati eretti i templi e successivamente ricostruire i monumenti in una nuova posizione 65 m più in alto e 300 m più indietro rispetto al bacino venutosi a creare.

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