Sara Daffara 3 giugno 2009 08:00

La Valle dei Templi di Agrigento

La Valle dei Templi di Agrigento

La Valle dei Templi ad Agrigento è uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, con i resti di ben sette templi in stile dorico i cui nomi, tranne quello dell’Olympeion, non sono originali ma risalgono molto probabilmente all’Umanesimo pur essendo rimasti nell’uso comune.

Il Tempio di Hera Lacinia, dedicato all’omonima dea greca, fu costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai Cartaginesi. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze. E’ un edificio in stile dorico, periptero di 6×13 colonne. Se ne conservano il colonnato settentrionale e solo in parte gli altri tre, con pochi elementi della cella. Il tempio è stato restaurato in età romana. Davanti al lato orientale ci sono notevoli resti dell’altare.

Il Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch’esso nel V secolo. Attualmente è con ogni probabilità quello meglio conservato. Questo tempio, anch’esso periptero di 6×13 colonne, per lo stato di conservazione, è considerato uno degli edifici sacri d’epoca classica più notevoli del mondo greco (440 a.C.- 430 a.C.). In seguito l’edificio fu trasformato in chiesa cristiana con fosse scavate all’interno e all’esterno della chiesa che si riferiscono a sepolture alto-medievali, secondo la consuetudine collocate in stretto rapporto con la basilica.

Il Tempio di Eracle, il più antico, era dedicato alla venerazione del dio Eracle (o Ercole), uno dei più rispettati dagli abitanti dell’antica Agrigento. Distrutto da un terremoto, è oggi formato da appena otto colonne. Fu costruito alla fine del VI sec. a.C. ed è di proporzioni allungate con una peristasi di 6×15 colonne doriche. Sulla fronte orientale si vedono i resti del grande altare del tempio.

valle-die-templi-ag2Il Tempio di Zeus Olimpico (Giove), edificato per onorare il dio dopo la vittoria del 480 a.C. sui Cartaginesi, è caratterizzato dalla presenza dei cosiddetti telamoni, statue di notevoli dimensioni con sembianze umane. Oggi il tempio è ridotto ad un campo di rovine dalle distruzioni iniziate già nell’antichità e proseguite fino ad epoca moderna, quando l’edificio venne usato (ancora nel secolo XVIII) come cava di pietra per la realizzazione dei moli di Porto Empedocle. L’aspetto complessivo del tempio è nelle grandi linee noto, ma ci sono ancora molte controversie su particolari importanti della ricostruzione dell’alzato, cui è dedicata un’intera sala del Museo Nazionale. Davanti alla fronte orientale è visibile il basamento a pilastri dell’altare, non meno colossale del tempio.

Il Tempio dei Dioscuri (o di Castore e Polluce) fu costruito per onorare i due gemelli figli di Leda e Giove. Restano appena quattro colonne ed è ricostruibile come un periptero dorico di 6×13 colonne, della metà circa del V secolo a.C. È il simbolo della città di Agrigento.

Il Tempio di Vulcano (Efesto), anch’esso risalente al V secolo, una delle costruzione più imponenti della valle, è però uno dei templi più danneggiati dal tempo e dai fenomeni naturali. L’edificio dorico del V secolo a.C. è preceduto da un sacello arcaico racchiuso dalla cella del tempio classico. L’edificio dorico sovrapposto a questo sacello è assai mal conservato, tranne che nelle fondazioni e in poche parti dell’alzato: era un periptero dorico di 6×13 colonne databile intorno al 430 a.C.

Il Tempio di Esculapio, costruito lontano dalle mura delle città, era luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione. Nel santuario di Asclepio si conservava una statua bronzea d’Apollo opera di Mirone, donata da Scipione alla città e rubata da Verre. Il tempio risale probabilmente all’ultimo ventennio del V sec. a.C.

La valle dei Templi inoltre ospita la tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa eretto per ricordare i caduti della Seconda guerra punica.

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