L’Acropoli di Atene
L’Acropoli, dal greco “città alta”, è uno dei monumenti più conosciuti del mondo e la testimonianza più importante dell’antica civiltà greca, il simbolo stesso di Atene e della bellezza classica.
Posta su una collina al centro della città, l’Acropoli è stata abitata fin dalla preistoria: dal Neolitico in poi infatti, qui sono sorti edifici di culto, poi templi e infine chiese e moschee, ripetutamente abbattuti dai dominatori di turno e ciò che si vede oggi è quello che resta dell’Atene del V sec. a.C., la culla della democrazia moderna.
I lavori sull’Acropoli cominciano nel 447 a.C. per iniziativa di Pericle e sotto la direzione di Fidia. Il primo edificio a essere progettato e costruito fu il Partenone, un tempio del tutto particolare realizzato per custodire la statua crisoelefantina (= in oro e avorio) di Atena. Prima particolarità è la mancanza dell’altare che normalmente si trova negli edifici sacri di fronte al lato est: il vero altare di Atena infatti si trovava tra il Partenone e un altro edificio, l’Eretteo, in corrispondenza della cella del precedente tempio dedicato sempre ad Atena.
Tutti gli anni, durante le Panatenee un nuovo peplo veniva offerto all’antica statua della dea che era in legno d’olivo e si pensava fosse caduta dal cielo. Comunque sia ciò che rende unico il Partenone sono la cella, l’alzato realizzato interamente in marmo e l’intero ciclo decorativo, manifesto dell’arte greca classica. La cella ha infatti dimensioni eccezionali ed è divisa in due ambienti separati di cui il più grande, a est, con colonnati interni disposti per la prima volta a “pi greco”, ospitava la statua di Atena, mentre il più piccolo a ovest serviva per raccogliere le offerte e custodire le riserve monetarie. Per la prima volta nel Partenone vengono decorate tutte le metope della peristasi (= colonnato che circonda il tempio) e non solo quelle dei lati brevi per un totale di 92. Sono ovviamente in marmo, scolpite ad alto rilievo con diversi elementi a tutto tondo e alcuni dettagli sottolineati da colori anche vivaci. Su ciascun lato dell’edificio è rappresentato un grande evento mitico: la Gigantomachia a est, l’Amazzonomachia a ovest, la Centauromachia a sud e la conquista di Troia a nord, tutti miti che rappresentano la vittoria della civiltà sulla barbarie, che esaltano la grandezza di Atene che ha saputo opporsi ai “barbari” Persiani sconfiggendoli, un omaggio dunque alla generazione delle Guerre Persiane. Sulla sommità del muro della cella troviamo un altro elemento innovativo: un fregio continuo a bassorilievo, elemento tipico dei templi di ordine ionico ma una novità assoluta nel caso del Partenone che è invece di ordine dorico. Il fregio rappresenta la processione in occasione delle Panatenee con l’offerta del nuovo peplo alla dea alla presenza dei dodici dei e degli eroi eponimi della città. I frontoni infine sono decorati con statue a tutto tondo sempre in marmo. Il frontone est rappresenta la nascita di Atena dalla testa di Zeus mentre il frontone ovest rappresenta lo scontro tra Atena e Poseidone per il controllo dell’Attica.
Terminato il Partenone i lavori si concentrarono nella realizzazione di un ingresso monumentale, i Propilei, sempre in marmo. Essi sono formati da un corpo centrale rettangolare con due facciate simmetriche, una verso l’interno e una verso l’esterno dell’Acropoli, e da due ambienti, uno a sud, più piccolo a causa della presenza di un’area sacra preesistente, la terrazza di Atena Nike, e uno a nord, più grande che serviva da sala per i banchetti e da pinacoteca.
Sulla terrazza di Atena Nike, il Pyrgos, luogo dal quale si pensava si fosse gettato Egeo dopo aver visto la nave che gli annunciava per errore la morte del figlio Teseo, l’eroe che uccise il Minotauro, sorse intorno al 430 a.C. il tempietto di Atena Nike dotato in seguito anche di una balaustra in marmo decorato.
L’ultimo edificio a essere costruito sull’Acropoli fu l’Eretteo, edificio particolare che deve l’asimmetria della sua pianta al fatto di riunire in sé molti luoghi di culto. Il nome deriva da Eretteo, uno dei primi mitici re della città diventato oggetto di culto col nome di Poseidone Eretteo. L’edificio sostituisce il precedente tempio dedicato ad Atena ed è formato da un corpo centrale rettangolare, diviso in due ambienti che si apre a est con un portico di sei colonne. Alla parte occidentale dell’edificio si appoggiano due corpi laterali, uno dei quali è la famosissima loggia delle Cariatidi che fungeva da accesso alla tomba dell’eroe Cecrope, figlio di Eretteo e re di Atene. Sempre in questo luogo erano venerati il dio Efesto, l’eroe attico Bute, fratello di Eretteo e primo sacerdote di Atena, e Erittonio, generato dalla Terra fecondata dal seme di Efesto innamorato invano di Atena, accolto nel tempio della dea in forma di serpente. Al lato ovest era anche addossato un recinto con il sacello dell’eroina attica Pandroso, figlia di Cecrope, e l’ulivo sacro fatto nascere da Atena.
Sempre all’epoca di Pericle risalgono l’odeion, costruito presso l’angolo sud – est dell’Acropoli, il primo impianto del teatro di Dioniso (quello che si vede oggi è frutto di molte modifiche soprattutto di età romana) e il primo impianto del santuario di Asklepios, a ovest del teatro che nel secolo seguente sarà ristrutturato e trasformato in un tempio dorico con un grande altare e un portico a due piani. Le pendici meridionali della collina erano anch’esse sede di antichi culti ma saranno occupate da edifici di età ellenistica e romana come la stoà di Eumene II e l’odeion di Erode Attico.
Dobbiamo dunque immaginare l’Acropoli di V sec. a.C. come un museo all’aperto, con edifici unici nel loro genere decorati da sculture e rilievi con lo scopo di esaltare la grandezza di Atene e dei suoi dei, ricchissima di donari e di ex voto pubblici e privati.
Foto di [desta]

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Comment di manuela — 16 novembre 2009 18:04