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	<title>TripShake Magazine &#187; Calici e forchette</title>
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	<description>Il meglio dai nostri esperti di viaggi!</description>
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		<title>Café Muren Stoccolma</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gambon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[TripShake magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Café Muren]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>

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	</p><p>Stoccolma è una città viva, giovane e ricchissima di caffetteria, calde, accoglienti, dove poter bere un caffè o mangiare qualche piatto semplice come un&#8217;insalata o un panino. Tanti, simili, ma mai uguali, ognuno con la sua particolaritá, quel qualcosa che lo rende il tuo café preferito.</p>
<p>In una settimana nella capitale&#8230;</p>


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	</p><p>Stoccolma è una città viva, giovane e ricchissima di caffetteria, calde, accoglienti, dove poter bere un caffè o mangiare qualche piatto semplice come un&#8217;insalata o un panino. Tanti, simili, ma mai uguali, ognuno con la sua particolaritá, quel qualcosa che lo rende il tuo café preferito.</p>
<p>In una settimana nella capitale svedese di café konditori ne ho girati davvero tanti, ma questo mi ha particolarmente colpito, non in una via nascosta, ma nella via principale del quartiere vecchio, Gamla Stan, tra un negozietto di souvenir e un tabacchino, il Muren sembra essere comunque un posticino riservato solo per quelli del posto e non luogo d&#8217;approdo dei milioni di turisti che gli passano davanti, forse per le sue ridotte dimensioni o per la sua facciata piuttosto anononima. E già questo è un punto a suo favore per quanto mi riguarda, se poi aggiungiamo che il suo piccolo interno è arredato in modo diverso praticamente in ogni suo angolo, lo fa diventare uno dei posti dove ho preferito fermarmi.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2679" src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2010/01/Dibujo-300x195.jpg" alt="Dibujo" width="300" height="195" /></p>
<p>Ci ho infatti passato qualche ora sorseggiando thè e con una kanelbule che profumava il mio angolino mentre scrivevo le cartoline e studiavo la variegatissima clientela che entrava e usciva dalla porticina. Per capire lo stile del locale posso dirvi che il mio angolino era in una piccola conca di pietra con grossi cuscinoni colorati, mentre proprio di fronte a me c&#8217;era un tavolino in ferro battutto appiccicato a una parete nera con fiorelloni rosa e a lato, nell&#8217;altro angolo, il tavolino non era nient&#8217;altro che un divano quadrato dove stendersi senza scarpe e guardare la gente che passeggia dalle grandi finestre scure. Il bancone con buona parte di quello che offre la casa, sia dolce che salato, sta di fronte all&#8217;entrata e occupa buona parte dell&#8217;ingresso.</p>
<p>I ragazzi che lavorano sono tutti giovani e molto gentili  e qui vige la bellisssima tradizione svedese che prendi il caffè e poi puoi riempirti la tazza quante altre volte vuoi. Ambiente amichevole e rilassato dove poter assaggiare ciò che di più tipico riempie i pranzi degli svedesi (piatti leggeri dopo l&#8217;abbondantissima colazione), oltre a ovviamente l&#8217;immancabile dolcetto dai sapori natalizi, come zafferano, cannella o cardamomo.</p>
<p>Non posso che consigliarvi di dare un&#8217;occhiata attenta appena entrata nella famosa Västerlånggatan e cercare di scorgere questo bel posticino per potervi fermare ed assaggiare le pietanze, ma anche l&#8217;ospitallità che si respira al suo interno.</p>

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		<title>Tennstoppet Stoccolma</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gambon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[TripShake magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
		<category><![CDATA[Tennstoppet]]></category>

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	</p><p>Mangiare a Stoccolma qualcosa di veramente svedese è davvero un&#8217;impresa, soprattutto se si decide di rimanere in centro, dove ristoranti cinesi, greci, italiani, messicani e quant&#8217;altro pullulano come funghi nel sottobosco. Ma gira che ti gira, alla fine grazie anche a guide e internet, siamo riusciti a trovare qualche posticino&#8230;</p>


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	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2010/01/3775517330_0de074019a.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>Mangiare a Stoccolma qualcosa di veramente svedese è davvero un&#8217;impresa, soprattutto se si decide di rimanere in centro, dove ristoranti cinesi, greci, italiani, messicani e quant&#8217;altro pullulano come funghi nel sottobosco. Ma gira che ti gira, alla fine grazie anche a guide e internet, siamo riusciti a trovare qualche posticino che ci ha comunque soddisfatti. Il Tennstopet è uno di questi ed è un locale che si trova vicino alla fermata della metropolitana a Odenplan, subito dietro alla chiesa di Gustav Vasa, nella zona a nord rispetto al centro città.</p>
<p>È abbastanza visibile per quell&#8217;orrido neon aranciato che lo fa assomigliare a un fast food del quarto tipo; invece poi, una volta entrati è tutta un&#8217;altra storia. Sia la sala del ristorante, sia quella del bar/pub emanano calore sia in senso figurato, che nel vero senso della parola, data la bellissima abitudine dei paesi nordici a tenere d&#8217;inverno temperature tropicali nei locali! Appena entrati dovrete lasciare la giacca a un tizio che fa anche da buttafuori e che dovrete pagare alla vostra uscita ben 10 corone a cappotto, ossia 1 euro! Non so se sia un uso prettamente della capitale o di tutta la Svezia, ma ci è capitato più volte di dover lasciare (e pagare) obbligatoriamente le giacche che ci saremmo volentieri portati al tavolo!</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2688" src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2010/01/1411634749_44b16e6532_m.jpg" alt="1411634749_44b16e6532_m" width="240" height="180" /></p>
<p>Per quanto riguarda invece il mangiare qui si può assaporare il vero pasto husmanskost, ossia di cucina casalinga svedese. Sia al ristorante che al bar i piatti sono più o meno gli stessi, solo che i prezzi sono leggermente più alti nel primo, ovviamente, oltre che le porzioni più elaborate. Noi abbiamo mangiato al bar e abbiamo preso aringhe fritte con l&#8217;immancabile purè di patate e filetto su toast con salsa bernaise, asparagi e patate fritte; i piatti sono generalmente molto abbondanti in tutta Stoccolma e anche questi non facevano eccezione, basta davvero solo un piatto per sfamarsi. Come sapori, a parte un salatissimo purè, il resto è stato spazzato via senza tanti complimenti e non solo per fame! C&#8217;erano anche alcuni dolci, tra cui la piccola pasticceria che si trova quasi dappertutto, ma noi abbiamo assaggiato una torta di cioccolato con crema al Cointreau, decisamente un po&#8217; troppo pesantina, anche se dal sapore ottimo (fortuna che ne abbiamo presa una per due)!</p>
<p>Aggiungendo le due birre grandi, entrambe svedesi, il conto totale è stato di 535 corone, ossia circa 55 euro, leggermente più basso rispetto alla media degli altri ristoranti da noi visitati. Il servizio è stato molto cordiale e alla mano, si poteva tranquillamente parlare in inglese (come quasi dappertutto in Scandinavia) ed entrambi i due baristi sono stati davvero molto gentili. Consiglio almeno una sosta ristoratrice nel bar, anche solo per una birra ,se proprio non volete assaggiare i piatti tipici svedesi, per godere della calda e accogliente atmosfera che si respira all&#8217;interno, quasi priva di turisti.</p>

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		<title>Kuhcafe Waisenegg</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gambon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[mucche]]></category>
		<category><![CDATA[Waisenegg]]></category>

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<div>Questa caffetteria si trova in una frazione del comune di Birkfeld di nome Waisenegg, e devo ammettere che non saprei proprio tornarci, perchè si trova in una viuzza di</div><p>&#8230;</p>


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			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="http://farm4.static.flickr.com/3354/3437450289_503d65c11f.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><div>Nel ponte dell&#8217;otto dicembre sono stata qualche in giorno da amici in Austria, i quali ci hanno portato in questo locale davvero speciale.</div>
<div>Questa caffetteria si trova in una frazione del comune di Birkfeld di nome Waisenegg, e devo ammettere che non saprei proprio tornarci, perchè si trova in una viuzza di montagna. Comunque nei dintorni vi sono segnalazioni abbastanza precise e una volta arrivati troverete un ampio spazio adibito a parcheggio proprio di fronte alla stalla.<br />
Eh sì perchè, in realtà, di una stalla si tratta, sopra alla quale è stato creato, in seguito a un incendio che ha ditrutto tutto la scorsa estate, uno spazio abbastanza grande adibito a caffetteria. Vengono offerte svariati tipi di bevande, dal caffè agli alcolici, che possono essere accompagnate da dolci fatti in casa o anche da qualche piatto salato, come toast o tramezzini. Io vi consiglio un buon apfelsaft e una fetta di torta, ma soprattutto un tavolo vicino alle finestrone da dove poter guardare le mucche presenti nella stalla sottostante.<br />
La cosa è così assolutamente fuori dall&#8217;ordinario che si rimane affascinati come se non si avesse mai visto una mucca prima!! Noi poi siamo stati così fortunati che abbiamo assistito a un parto in diretta!! E siamo rimasti fino a che il piccolino appena nato non è riuscito a mettersi a camminare sulle sue gambe. E&#8217; stato davvero molto emozionante!<br />
Sebbene il locale si trovi sopra a una stalla con 65 mucche, non vi è assolutamente nessun cattivo odore, come si potrebbe immaginare, e tutto è davvero molto pulito, in legno chiaro e drappeggi (tende, tappeti e tovaglie) rossi, in stile molto austriaco.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.kuhcafe.at/admin/uploads/galerie/Bild1.jpg" alt="" width="256" height="192" />Al bancone è possibile inoltre comprare qualche simpatico souvenir &#8220;mucchesco&#8221;, come ad esempio calamite a forma di mucca, tutti fatti a mano dalla padrona del locale. Il costo è un po&#8217; altino (10 euro!!), ma è comunque una cosa simpatica per ricordarsi di questo luogo particolare; per quanto riguarda le bevande invece i prezzi sono in linea con altri locali della zona.<br />
I padroni sono inoltre due persone davvero disponibili che, sebbene non conoscano l&#8217;italiano, cercano di parlare e avere un po&#8217; di rapporto con il cliente. Pensate che sono stati così gentili da aprire la caffetteria un paio d&#8217;ore prima solo per noi!</p>
<p>Credo che questa caffetteria sia un luogo carino dove poter passare un pomeriggio magari di brutto tempo e, soprattutto, se si hanno dei bimbi, che possono scorrazzare abbastanza liberamente anche all&#8217;esterno nel caso fosse una bella giornata.<br />
Il locale, inoltre, ha un enorme pascolo subito fuori la stalla, da dove le mucche possono entrare e uscire senza problemi e quindi, credo, che anche d&#8217;estate sia una buona meta per bere qualcosa di fresco.</p>
<p>Spero di avervi fatto conoscere un posto un po&#8217; al di fuori del normale e di avervi fatto un po&#8217; di curiosità!</p></div>

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		<title>Oasis &#8211; sapori antichi Vallesaccarda</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 06:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gambon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[sapori antichi]]></category>
		<category><![CDATA[Vallesaccarda]]></category>

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	</p><div>Alle volte si cercano locali romantici per festeggiare qualcosa di importante e questo è uno di quei ristoranti che non possono deludere. La cura del dettaglio, una cucina creativa, ma fortemente legata al territorio, un servizio impeccabile ha fatto diventare l&#8217;Oasis uno dei migliori ristoranti del sud Italia.</div>
<div></div>
<div>Il ristorante</div><p>&#8230;</p>


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			<content:encoded><![CDATA[<p>
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	</p><div>Alle volte si cercano locali romantici per festeggiare qualcosa di importante e questo è uno di quei ristoranti che non possono deludere. La cura del dettaglio, una cucina creativa, ma fortemente legata al territorio, un servizio impeccabile ha fatto diventare l&#8217;Oasis uno dei migliori ristoranti del sud Italia.</div>
<div></div>
<div>Il ristorante si trova in un piccolo paesino dell&#8217;Irpinia, poco lontano dall&#8217;uscita &#8220;Vallata&#8221; dell&#8217;autostrada Napoli-Canosa. Raggiungerlo è piuttosto semplice, in quanto si trova a ridosso della strada che attraversa il paese ed è quindi impossibile perderselo. Non c&#8217;è un parcheggio adibito, ma ci sono comunque spazi nei dintorni dove poter tranquillamente lasciare il proprio veicolo.</p>
<p>Come accennato prima, l&#8217;atmosfera è molto elegante, curata davvero nei minimi dettagli, basti pensare che vi è addirittura lo sgabellino per appoggiare la borsa, oltre ovviamente a candele sparse dappertutto e tavoli apparecchiati stile matrimonio dove il colore bianco prevale. Se proprio vogliamo essere pignoli, la sala dove abbiamo mangiato noi era un pochino dispersiva e il nostro tavolo sarebbe stato giusto per quattro/sei persone, non per due&#8230;ma veramente sto facendo la pignola! Però ho notato che vi era un saletta un po&#8217; più intima, affianco alla principale, probabilmente utilizzata nel caso la più grande si riempia.<br />
I bagni sono eccezionali, con dei bellissimi quadri, uno specchio enorme e, tocco di finezza incredibile per i miei gusti, piccoli asciugamanini da utilizzare per le mani e poi gettare in un gesto di vimini, fantastico! Vi era anche uno smacchiatore nel caso potesse servire.</p>
<p>Per quanto riguarda il menù le scelte sono svariate, ma io consiglio di provare le degustazioni, che danno un ventaglio più ampio e spaziano un po&#8217; su tutto; noi abbiamo scelto una degustazione da 45 euro con abbinata la degustazione dei vini.<br />
Siamo partiti, dopo un appetizer di grissini ancora caldi alla cipolla bagnati da un ottimo Prosecco di Valdobbiadene e il benvenuto della casa (una polpettina con cuore di provola su purè di lenticchie), con l&#8217;antipasto della casa: guanciale al pepe nero, prosciutto, ricottina in cestino e un carpaccio di manzo con verdurine di stagione, un ottimo inizio con tutti prodotti locali.<br />
Abbiamo poi assaggiato una zuppa maritata della tradizione campana, che io ho trovato un po&#8217; salata, ma credo sia una questione di gusto personale.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2558" src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/3218506212_a2cb725086_m.jpg" alt="3218506212_a2cb725086_m" width="240" height="179" />Due assaggi di ravioli, uno meglio dell&#8217;altro, il primo ripieno di burrata e di erbette conditi con manteca campana e tartufo irpino, mentre l&#8217;altro condito con un sugo alle noci eccezionale!<br />
Passiamo poi al secondo, una carne di agnello cotta per molte ore, davvero molto morbido, con una riduzione di Taurasi.<br />
Vi è anche la possibilità di scegliere una degustazione di formaggi con delle marmellate particolari (speciale quella al peperoncino), che nel conto finale non ci sono stati conteggiati.<br />
I dolci sono stati fatti personalizzati, io ho ricevuto una spuma di ricotta con biscotto salato, oltre ovviamente alla classica piccola pasticceria. Devo dire che i dolci sono stati la parte più debole della serata, ma comunque sempre con un voto al di sopra della media!<br />
I vini abbinati sono stati un bianco con i primi, un Taurasi con il secondo e un dolce finale, tutti vini della zona e di piccole produzioni.</p>
<p>Un caffè e due ammazzacaffè (un rosolio e un liquore di finocchietto davvero da provare), con un conto totale di 145 euro&#8230;bè insomma qualche follia la si deve pur fare no? Una follia che comunque vale davvero la pena e comunque un prezzo che per la qualità mi è sembrato più che adeguato.<br />
Servizio ovviamente impeccabile, il minimo che ci si aspetta per locali del genere, sempre pronto a consigliare e spiegare, ma mai invadente.<br />
Se si vuole si possono inoltre comprare alcuni prodotti come le marmellate, qualche miele, dei sottoli; noi abbiamo preso la famigerata marmellata di peperoncini e un miele di castagno anche questo assaggiato coi formaggi.</p>
<p>Non posso che consigliare questo locale per qualche serata romantica, ma anche per un pasto semplice, in quanto a pranzo vi è il Menù lavoro a soli 19 euro!</p></div>

<div class="sociable">

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		<title>Ristorante Aladino, la tristezza porta via</title>
		<link></link>
		<comments>http://magazine.tripshake.it/tripshake-magazine/ristorante-aladino-la-tristezza-porta-via.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Cambosu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[TripShake magazine]]></category>
		<category><![CDATA[cucina etnica]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/falafel.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>Tra le cucine diverse da quella italiana, quella libanese è la mia preferita. Mi piace tutto nella cucina libanese: dalla scelta delle materie prime alle modalità di cottura, dal sapiente bilanciamento di sapori alla varietà, organizzazione e presentazione dei piatti e dei menu. Da gustare in compagnia, favorisce socializzazione e&#8230;</p>


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			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/falafel.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>Tra le cucine diverse da quella italiana, quella libanese è la mia preferita. Mi piace tutto nella cucina libanese: dalla scelta delle materie prime alle modalità di cottura, dal sapiente bilanciamento di sapori alla varietà, organizzazione e presentazione dei piatti e dei menu. Da gustare in compagnia, favorisce socializzazione e buon umore, forse per tutte quelle spezie.</p>
<p>Nelle grandi città italiane non è difficile trovare ristoranti libanesi, a Milano ve ne sono almeno quattro, uno dei quali “Aladino”, fondato e condotto dall’estroverso sig. Al Tajar Jehad, a colpi di hummus, falafel e dolcetti di Damasco si sta guadagnando visibilità e la regolare visita di un’affezionata clientela.</p>
<p><a href="http://www.ristorantealadino.it/home.html">Il ristorante Aladino</a> è di ispirazione siriano libanese (ultimamente si fa tentare anche da piatti marocchini), ha una location in via Achille Maiocchi (abbastanza facile da raggiungere) in stile arabeggiante, quel po’ di kitsch che ti aspetti e che ti permette una cena immersiva in altra dimensione.</p>
<div id="attachment_2478" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2478" src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/aladino-300x224.jpg" alt="Interni del ristorante Aladino" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Interni del ristorante Aladino</p></div>
<p>Se non conoscete la cucina libanese, lasciate perdere il menu e fatevi guidare senza alcuna perplessità dal maitre : sicuramente vi porterà le cose più buone e ve ne porterà tante. Con gli antipasti, il vostro tavolo sarà sommerso di piattini, vassoi e ciotole, molte di queste cose possono e devono essere mangiate con le mani utilizzando il tipico pane piatto (pita). Dire che questo tipo di pasto invita alla convivialità è poco: incita è il giusto verbo. Perché appena tutto comincia a essere in tavola, anche i più muti e malmostosi dovranno arrendersi all’interazione: passami questo-allungami quello; questo cos’è, quello com’è; mamma che buono, devi assolutamente assaggiarlo, prendi con le mani, leccati le dita! L’indifferenza, non è ammessa da Aladino! Scaldate le mascelle con gli antipasti e gli spiriti con un buon vino della Bekaa (non osate prendere vino italiano) è giunta l’ora di secondi, insalate, dessert. Anche qui la varietà è tanta, a parte l’assenza delle carni di maiale: le mie preferenze vanno in genere sulle carni di agnello, variamente cucinate ma contraddistinte da tenerezza e delicatezza nel sapore: mi piace moltissimo il Pamia (cornetti di leone in umido con salsa di pomodoro, carne e riso).</p>
<p>Dulcis in fundo:  tendono a essere un po’ stucchevoli e appiccicosi, ma decisamente molto buoni, adatti ai più golosi. Fatevi portare un misto della pasticceria siriana, per iniziare, per andare avanti c’è sempre tempo. Non dimenticate di bere l’arak: bevanda alcolica a base di acquavite e anice che si beve allungata con acqua e ghiaccio anche a tutto pasto. Però dopo non dovete guidare.</p>
<p>Nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, Aladino offre anche lo spettacolo di danza del ventre: chi a questo punto della serata non si è ancora riscaldato, subirà un bell’affondo alla freddezza d’animo! La danza del ventre ha una sensualità quasi imbarazzante, vista all’interno di un ristorante e a pancia piena.</p>
<p>I prezzi sono giusti e abbordabili, quindi Buon Aladino!</p>

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		<title>L&#8217;Anfora winebar Martina Franca</title>
		<link></link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 06:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gambon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[enoteca]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Franca]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
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	</p><div>Questo locale è un&#8217;enoteca piuttosto particolare e che mi ha davvero colpita, leggermente decentrata e subito fuori dal centro storico di Martina Franca, si trova infatti sulla strada che porta a Locorondo, sulla sinistra poco dopo una rotonda da poco costruita. C&#8217;è un piccolo parcheggio vicino al ristorante, ma al massimo ci possono</div><p>&#8230;</p>


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			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/grande1.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><div>Questo locale è un&#8217;enoteca piuttosto particolare e che mi ha davvero colpita, leggermente decentrata e subito fuori dal centro storico di Martina Franca, si trova infatti sulla strada che porta a Locorondo, sulla sinistra poco dopo una rotonda da poco costruita. C&#8217;è un piccolo parcheggio vicino al ristorante, ma al massimo ci possono stare una decina di macchine e questo è il vero e forse unico difetto che ho riscontrato; per lo meno non ci sono parcheggiatori abusivi che io odio!</div>
<p>Entrando ci si trova in un piccolo ambiente scavato nella pietra, con sì e no 5 tavolini e il bancone al fianco del quale ci sono delle scale che portano alla sala che sta al piano inferiore e che ha circa una decina di tavolini. La sala inferiore è davvero molto bella, con la volta in pietra e tante piccole anforette sulle pareti per decorare; l&#8217;unico neo forse sono i tavolini: rotondi e in ferro, uno stile che non amo moltissimo (ovviamente è gusto personale), inoltre uno è troppo piccolo per quattro persone e due messi vicini sono un po&#8217; scomodi essendo rotondi.<br />
Sulle scale poi c&#8217;è un porta a scomparsa fatta con lo stesso materiale delle pareti che porta in un piccolissimo bagno unisex, pulitissimo e profumatissimo, dettaglio che io apprezzo sempre moltissimo. Non c&#8217;è lo specchio e nemmeno lo spazio per due persone, ma un ambiente così profumato e pulito è cento volte meglio.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2504" src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/3143253173_0422613246_m.jpg" alt="3143253173_0422613246_m" width="160" height="240" /> Per quanto riguarda la carta del menù, sono rimasta piuttosto colpita perchè, aprendola, si trovano pagine e pagine con vini delle diverseaziende vinicole dei dintorni, ma con molte altre etichette regionali e non. Solo alla fine vi è la parte gastronomia, decisamente meno ricca, ma con moltissime piacevoli sorprese.<br />
Si ha una parte di antipastini freddi e caldi, tra i quali noi abbiamo scelto delle bruschette fantasia con quattro differenti abbinamenti (una con baccalà, sesamo e olio aromatizzato alla vaniglia, una con salame e provola piccante, una con prosciutto e scamorza e infine una con la porchetta) a 5 euro e delle normali bruschette con pomodorino a 3,50 euro, per poi passare a piadine e piatti caldi prevalentemente di carne. In aggiunta a quello che c&#8217;è sul menù, vi sono poi alcuni piatti detti a voce dal cameriere, per cui devo spendere delle ottime parole: il suo servizio è stato solerte, preciso e attento, sempre pronto a consigliare ed aiutare nella scelta, in particolare del vino.</p>
<div>Dopo le bruschette abbiamo scelto tre entrecote e una millefoglie di patate con mozzarella e prosciutto, tutti i piatti erano ben presentati e con qualche foglia di insalata come decorazione; l&#8217;entrecote poi era accompagnata da delle ottime patate al forno cotte con la buccia.<br />
Abbiamo ovviamente innaffiato il tutto con una bottiglia di vino, saggiamente consigliata dopo aver ascoltato i nostri gusti, e un po&#8217; di acqua naturale. Come dessert abbiamo assaggiato un dolce di ricotta e una mousse ai tre cioccolati, niente di eccezionale, ma comunque buoni.<br />
Dopo aver pagato un totale di 82 euro per quattro persone, un prezzo in fondo direi giusto, ci è stato offerto un liquore alla mela verde molto intrigante, anche se con un colore davvero fosforescente!</div>
<p>Che dire di più? Io mi sono trovata davvero molto bene e non posso che consigliare questo locale per una serata tra amici, anche per l&#8217;atmosfera giovanile che aleggia nel ristorante e per le molte serate a tema organizzate.</p>
<div>A presto!</div>

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		<title>A Funchal fra botteghe e Madeira</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Grazia Del Tito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[TripShake magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Funchal]]></category>
		<category><![CDATA[Madeira]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	<img src="http://farm4.static.flickr.com/3191/3000370170_a81f9da71b.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p><strong>Funchal</strong>,  fin dal XVI secolo importante punto di approdo per le navi dirette verso le Indie, nota nel passato per la ricchezza delle sue terre, , è oggi un&#8217;<strong>accogliente città  moderna</strong>.</p>
<p>Il clima fantastico ed i suoi magnifici scenari ne fanno una località turistica di grande richiamo in ogni periodo dell&#8217;anno.&#8230;</p>


Potrebbe anche interessarti:<ol><li><a href='http://magazine.tripshake.it/tripshake-magazine/natale-a-santo-domingo.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Natale a Santo domingo'>Natale a Santo domingo</a></li><li><a href='http://magazine.tripshake.it/calici-forchette/lanfora-winebar-martina-franca.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;Anfora winebar Martina Franca'>L&#8217;Anfora winebar Martina Franca</a></li><li><a href='http://magazine.tripshake.it/calici-forchette/da-rocco-firenze.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Da Rocco Firenze'>Da Rocco Firenze</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="http://farm4.static.flickr.com/3191/3000370170_a81f9da71b.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p><strong>Funchal</strong>,  fin dal XVI secolo importante punto di approdo per le navi dirette verso le Indie, nota nel passato per la ricchezza delle sue terre, , è oggi un&#8217;<strong>accogliente città  moderna</strong>.</p>
<p>Il clima fantastico ed i suoi magnifici scenari ne fanno una località turistica di grande richiamo in ogni periodo dell&#8217;anno.</p>
<p>Una sorta di  anfiteatro naturale, dovuto alla sua conformazione geologica,  circonda l&#8217;intera città. Rientra nell&#8217;area di Funchal anche  la  <strong>riserva naturale delle Ilhas Selvagens</strong> che si este nde per  ben 160 km.</p>
<p>Funchal è la capitale e la città più grande dell’isola. Il suo porto con la sua suggestiva atmosfera coloniale, è il più importante <strong>dell’arcipelago di Madeira. </strong></p>
<p>Caratteristiche  stradine ciottolate tempestate di piccole botteghe che espongono i manufatti tipici del luogo, in particolare i famosi<strong> ricami</strong> e gli <strong>oggetti in vimini</strong>, in un&#8221;atmosfera cordiale e rilassata.</p>
<p>E poi  le attrazioni della città:<strong> la Cattedrale di Sé</strong>, il museo della Cidade do Açúcar,   <strong>il Museu de Arte Sacra</strong>, la Câmara Municipal  e la Igreja do Colégio  costruiti nel  XVII e XVIII secolo.</p>
<p>Una vacanza a Funchal non è tale senza una  <strong>tappa gastronomica</strong> per gustare  il celebre <strong>&#8216;madeira</strong>&#8216;, prodotto con una miscela di uve dalle enoteche locali,  e  piatti tipici quali il “<strong>bolo do caco</strong>”, un tipo di pane caldo fatto di farina di frumento, aglio e prezzemolo; la minestra di pomodori e cipolle; piatti sono a base di tonno, pescespada, <strong>“gaiado”</strong> ( pesce tipico della zona usato come il merluzzo), “potas” (sorta di  enorme calamaro) e soprattutto di baccalà.  Eccellenti anche le carni e in particolare le <strong>“</strong>espetada” (spiedini di manzo aromatizzati con aglio, infilzati in un ramoscello d’alloro e lasciati arrostire sulla brace,<strong> “carne vinho e alhos” </strong>(pezzi di carne di maiale marinati con aglio, aceto e alloro) e il famosissimo  <strong>“picado”</strong> preparato con piccoli pezzi di carne di manzo fritti con aglio e peperoni rossi ed un contorno di patatine fritte.</p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/matthewboyle/3000370170/">Matthew Boyle</a></p>

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		<title>Napoli: Showcolate..dal 4 all’ 8 Dicembre 2009</title>
		<link></link>
		<comments>http://magazine.tripshake.it/calici-forchette/napoli-showcolate-dal-4-all%e2%80%99-8-dicembre-2009.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia D'Aniello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Showcolate]]></category>

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	<img src="http://farm1.static.flickr.com/155/404148118_e2968abf6e.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>Dal 4 all’8 dicembre, Napoli ospiterà <strong>Showcolate</strong>, il nuovo show del cioccolato organizzato dalla Progecta. Nei cinque giorni i migliori artigiani italiani ed esteri e le più rinomate firme del dolciario industriale incontreranno i titolari ed i rappresentanti di pasticcerie, bar, ristoranti, negozi di dolci, aziende di servizi e distribuzione.&#8230;</p>


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			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="http://farm1.static.flickr.com/155/404148118_e2968abf6e.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>Dal 4 all’8 dicembre, Napoli ospiterà <strong>Showcolate</strong>, il nuovo show del cioccolato organizzato dalla Progecta. Nei cinque giorni i migliori artigiani italiani ed esteri e le più rinomate firme del dolciario industriale incontreranno i titolari ed i rappresentanti di pasticcerie, bar, ristoranti, negozi di dolci, aziende di servizi e distribuzione. Showcolate non è però solo cioccolato da esporre, ma anche da conoscere e gustare.</p>
<p>Numerosi eventi faranno apprezzare le tante produzioni di cioccolato italiane ed internazionali e non mancheranno tante attrazioni dedicate ai più piccoli.</p>
<p>Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile ammirare la mostra “La Repubblica Dominicana… un viaggio di emozioni”. Un’esposizione di 30 fotografie che raffigurano tutto il percorso di trasformazione del cacao, dalla piantagione alla tavoletta. Sabato 5 e domenica 6 dicembre all’interno di laboratori, della durata media di 60 minuti, si potrà partecipare ai programmi di degustazioni guidate ed imparare alcuni segreti del mestiere per scegliere un buon prodotto.</p>

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		<title>Autunno in Barbagia</title>
		<link></link>
		<comments>http://magazine.tripshake.it/tripshake-magazine/autunno-in-barbagia.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Cambosu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[In viaggio coi bambini]]></category>
		<category><![CDATA[TripShake magazine]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[Barbagia]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[weekend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/autunno-fenugian.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>E’ un delirio dei sensi. Un’estasi particolare per ciglia nasali e papille gustative. Dai boschi che circondano i piccoli paesi l’odore umido di castagni, lecci, querce, di foglie secche e legno arriva in ogni vicolo, nei cortili, entra nelle case. E qui abbraccia come in una danza altri profumi: quello&#8230;</p>


Potrebbe anche interessarti:<ol><li><a href='http://magazine.tripshake.it/tripshake-magazine/ci-siamo-e-il-periodo-incontri-ravvicinati-con-le-orche.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ci siamo è il periodo&#8230;incontri ravvicinati con le ORCHE!!'>Ci siamo è il periodo&#8230;incontri ravvicinati con le ORCHE!!</a></li><li><a href='http://magazine.tripshake.it/spiagge-da-sogno/hurgada-snorkeling-nel-mar-rosso.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Hurgada: Snorkeling nel Mar Rosso'>Hurgada: Snorkeling nel Mar Rosso</a></li><li><a href='http://magazine.tripshake.it/calici-forchette/cerveceria-pio-xii-chipiona.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Cerveceria Pio XII Chipiona'>Cerveceria Pio XII Chipiona</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/autunno-fenugian.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>E’ un delirio dei sensi. Un’estasi particolare per ciglia nasali e papille gustative. Dai boschi che circondano i piccoli paesi l’odore umido di castagni, lecci, querce, di foglie secche e legno arriva in ogni vicolo, nei cortili, entra nelle case. E qui abbraccia come in una danza altri profumi: quello di porcini e “gardula reale”(varietà di fungo selvativo molto apprezzata nell’isola), dei sughi ricchi, spessi, tipici dei piatti invernali, dei salumi stagionati, del primo vino, delle carni già nel caminetto insieme alle castagne, dei dolci a base di noci e mandorle, del formaggio arrosto e del miele.</p>
<p>Ho tanta voglia di Sardegna quando arriva l’autunno: voglia di questi sapori e di questi odori , ultimo baluardo contro l’espressione “non esistono più le mezze stagioni”:</p>
<p>In <a href="http://www.sardegnaturismo.it/territori/barbagia.html">Barbagia</a>, l’autunno C’E’!!</p>
<p>Sono circa sette anni che <a href="http://www.aspenuoro.it/index.asp">l’Aspen</a> (Azienda speciale della Camera di Commercio di Nuoro) promuove la scoperta autunnale del territorio più interno della sua provincia, quello barbaricino, là dove batte il cuore della Sardegna più identitaria, indomita e selvaggia.</p>
<p>La manifestazione “Autunno in Barbagia” è cominciato lo scorso 4 settembre, durerà fino al 20 dicembre e propone un percorso a tappe nei diversi paesi che costellano il territorio barbaricino: 24 centri in tutto, alcuni dei quali abbastanza noti come Orgosolo, Dorgali o Mamoiada, altri molto meno come Lollove (paese-fantasma) o Osidda.</p>
<p>All’interno di questa cornice promozionale, ogni paese ha la sua storia da raccontare e rappresentare, fatta di cultura materiale e immateriale, ma anche di slanci verso altre culture mediterranee: il prossimo fine settimana (6-7-8 novembre) è la volta di “<a href="http://www.aspenuoro.it/public/locandine/autunno_in_barbagia_2009/Brochure_mamoiada.pdf">Sas tappas in Mamujada”</a> , itinerario enogastronomico e di maschere nel paese di Mamuthones e Issohadores, una tre giorni in cui si può nutrire abbondantemente corpo e spirito.</p>
<p>Mamoiada è abbastanza vicina a Nuoro e quindi non troppo distante dall’aeroporto di Olbia, (occhio che qualche volo low cost comincia a far capolino anche in direzione Sardegna); per gli spostamenti e pernottamenti sul posto, invece, sempre l’Aspen propone una formula comoda a un prezzo molto interessante: <a href="http://www.sardiniaopenvoucher.com/index.php">open voucher</a> auto + hotel a partire da 29.99 euro.</p>

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<p>Potrebbe anche interessarti:<ol><li><a href='http://magazine.tripshake.it/tripshake-magazine/ci-siamo-e-il-periodo-incontri-ravvicinati-con-le-orche.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ci siamo è il periodo&#8230;incontri ravvicinati con le ORCHE!!'>Ci siamo è il periodo&#8230;incontri ravvicinati con le ORCHE!!</a></li><li><a href='http://magazine.tripshake.it/spiagge-da-sogno/hurgada-snorkeling-nel-mar-rosso.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Hurgada: Snorkeling nel Mar Rosso'>Hurgada: Snorkeling nel Mar Rosso</a></li><li><a href='http://magazine.tripshake.it/calici-forchette/cerveceria-pio-xii-chipiona.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Cerveceria Pio XII Chipiona'>Cerveceria Pio XII Chipiona</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La puccia a Taranto e dintorni.</title>
		<link></link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Gambon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calici e forchette]]></category>
		<category><![CDATA[pucceria]]></category>
		<category><![CDATA[puccia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
	<img src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/grande.jpg" alt="This image has no alt text" />
	</p><p>Poco tempo fa parlavo con una mi amica del &#8220;cibo da strada&#8221;, ossia quei particolari alimenti sparsi un po&#8217; in tutta Italia, da consumare per strada, panini con condimenti particolari, come il <em>pani ca meusa</em> siciliano o il lampredotto toscano. Proprio parlando con lei mi è venuto in mente uno dei cibi&#8230;</p>


Potrebbe anche interessarti:<ol><li><a href='http://magazine.tripshake.it/tripshake-magazine/tennstoppet-stoccolma.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tennstoppet Stoccolma'>Tennstoppet Stoccolma</a></li></ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
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	</p><p>Poco tempo fa parlavo con una mi amica del &#8220;cibo da strada&#8221;, ossia quei particolari alimenti sparsi un po&#8217; in tutta Italia, da consumare per strada, panini con condimenti particolari, come il <em>pani ca meusa</em> siciliano o il lampredotto toscano. Proprio parlando con lei mi è venuto in mente uno dei cibi che più amo del nostroa tacco: la puccia.</p>
<p>La puccia è un&#8217;invenzione tutta pugliese, è una specie di panino di una ventina di centimetri di diametro, fatto con la pasta della pizza, che rimane più alto al centro rispetto ai lati e dove all&#8217;interno si può mettere l&#8217;impossibile, tutto quello che vi viene in mente, aggiungendolo alla &#8220;base&#8221;, ossia patatine, maionese e ketchup. Quella tipica ha al suo interno anche gli uccelletti, che sarebbero delle mozzarelline che si sciolgono con il calore, arrotolate con la pancetta e che rendono davvero unico il tutto.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2465" src="http://magazine.tripshake.it/wp-content/uploads/2009/11/1442691319_5c3f52b0c2_m.jpg" alt="1442691319_5c3f52b0c2_m" width="240" height="180" />A quanto sembra la puccia è nata nel Salento, per poi estendersi a tutta la Puglia, in particolare nella zona di Taranto, ma trovare informazioni precise, sul web per lo meno, è quasi impossibile e quel poco che si trova riguarda in particolar modo la puccia salentina, leggermente diversa da quella di Taranto. In compenso, se passate da queste parti troverete puccerie ad ogni angolo e più con il tempo stanno sorgendo puccerie/creperie/kebabberie/piadinerie (che non si capisce cos&#8217;abbiano in comune tutte ste cose, ma tant&#8217;è&#8230;) come funghi a novembre! La puccia ha il pro di essere un pasto davvero sostanzioso, alle volte anche troppo, ad un costo davvero esiguo, e questo la rende ovviamente un buon sostituto di una pizza, ad esempio, che invece sta diventando ogni giorno più cara al Sud, come al Nord. </p>
<p>Una delle puccerie migliori è senza ombra di dubbio <a href="http://www.poldoforever.it/sito/">Da Poldo</a> un pub che si trova a Lama, un paesino leggermente fuori Taranto, dove fanno delle pucce immense che si riescono a finire solo se digiuni, ma dove si può mangiare molto altro e ci sono moltissime serate a tema. Un bel localino che comunque consiglio.<br />
Un&#8217;altra pucceria molto famosa, è Ai due Mari, che si trova in centro a Taranto, a pochi passi dal ponte girevole. Il locale è solo take away, non ha nemmeno qualche tavolino piazzato fuori sul marciapiede, però le pucce meritano davvero e la cosa divertente è che ti puoi sciegliere gli ingredienti come al bancone del supermercato.<br />
Buone, anche se non eccezionali come le precedenti, le puccerie che si trovano a San Vito intorno alla Scuola Sottufficiali della Marina Militare, peccato che siano sempre stracolme, visto tutta la gente che passa da quelle parti.<br />
Comunque non vi preoccupate, che qui di pucce ce ne davvero per tutti, ricordatevi solo di trovarvi di fronte a una puccia solo con molta fame!</p>

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