L’Egitto, Philae e il culto di Iside
Sul confine fra Bassa Nubia e Alto Egitto, a pochi chilometri a sud della diga di Assuan, alla prima cateratta del Nilo, c’è un’isola che ospita uno dei monumenti più suggestivi dell’Egitto: il santuario diIside.
Philae (o Filae), punto di incontro tra le religioni di due grandi civiltà, ospita un bellissimo complesso di templi greco-romani e, soprattutto , il più importante tempio dedicato alla divinità più grande che l’ Egitto dinastico abbia avuto: Iside, l’ultima dea, adorata e venerata in tutto il mondo.
Il tempio di Iside, costruito nel IV secolo, ha qualcosa di particolarmente suggestivo nelle ore del tramonto quando la sua truttura imponente si staglia netta contro il blu perfetto del cielo che si colora di una stupefacente tonalità indaco.
Philae è stata per molto tempo tappa obbligata, e luogo di pellegrinaggio, degli adoratori della dea Iside, veneratissima a Roma e in tutto il bacino del Mediterraneo.
Il culto di Iside è strettamente legato alla potenza e sacralità del faraone. Iside, è infatti la madre di Horus di cui il faraone è l’espressione terrena.
L’potesi della forte simbologia religiosa e politica imperniata sulle figure della famiglia reale è suffragata dalla posizione del tempio situato proprio di fronte all’isola di Biga, che ospiterebbe il sepolcro di Osiride, sposo di Iside.
Simbolo di sposa e madre, guaritrice e protettrice dei naviganti, il suo mito si diffuse sin dall’epoca tolemaica con riti pubblici di processioni e feste in onore della dea.
Nel tempo, con l’avvento del cristianesimo, divenne un culto misterico, segreto, guardato con sospetto e ostacolato, perchè considerato pericolosamente legato alle forze oscure del mondo ultraterreno.
Eppure, ancora oggi, il culto di Iside, conserva immutato il suo fascino. E, la signora dai mille nomi, simbolo di accoglienza, lealtà e amore eterno, continua ad essere una delle icone più amate di ogni tempo.


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Iside, un mistero scritto tra le pietre di una antichità troppo spesso letta velocemente…
Iside una donna/Dea, che è perla di una collana di divinità che unisce l’alfa e l’omega…
il passato…l’oggi..ed il domani…
Dea dai mille nomi, riesce nella sua singolarità e unicità, ad non essere amibigua ed evanescente…
unn culto mai sopito…sempre moderno…ovvero senza tempo…
Grazia, hai saputo, con la sintesi che ti appartiene fare un bel ritratto sia della figura divina sia del sito che hai menzionato…
Ci hai lasciato….con la curiosità….filosofica…
Lorenzo
Comment di Lorenzo — 22 ottobre 2009 18:53