Il Taj Mahal, ad Agra, India settentrionale, è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum: conosciuta con il nome di Mumtaz Mahal (= luce del palazzo) morì nel 1630 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore che ordinò la costruzione del mausoleo per mantenere una delle quattro promesse che aveva fatto alla moglie quando era ancora in vita.
I lavori durano 22 anni e per la costruzione vengono utilizzati materiali provenienti da ogni parte dell’India e dell’Asia impiegando più di mille elefanti per il trasporto.
Subito dopo la fine dei lavori però l’imperatore viene deposto dal figlio e imprigionato mentre la capitale dell’impero moghul è trasferita da Agra a Delhi. A causa del disinteresse durato diversi secoli, alla fine dell’800 l’edificio era seriamente danneggiato e solo con la nomina a viceré dell’India di Lord George Nathaniel Curzon nel 1899 inizia il restauro dell’edificio terminato nel 1908.
Il complesso è composto da cinque elementi: il portone principale, il giardino, il mausoleo, la moschea e la “casa degli ospiti”. Strutture secondarie che sorgono a ridosso delle mura che separano il Taj Mahal dall’esterno sono due portali e otto torri ottogonali.
Il portale ha nell’architettura islamica un’importanza particolare: esso rappresenta il punto di transizione tra il clamore del mondo esterno e materiale e la pace e la tranquillità dello spazio sacro e spirituale interno. Il portale del Taj Mahal è una imponente struttura divisa in tre piani in arenaria rossa e marmo, da cui si accede al giardino interno. L’ingresso ha la forma di un’enorme nicchia sovrastata da un arco ogivale che si trova al centro della struttura. È costruito in modo tale da essere simmetrico, come tutto il resto del complesso e la sua altezza è esattamente la metà dell’altezza del mausoleo. Affiancate all’apertura centrale ci sono due nicchie disposte su entrambi i lati simmetricamente una sull’altra. All’interno della stessa apertura centrale, poi, sono disposti 6 archi ogivali suddivisi in due file in modo perfettamente simmetrico; l’arco centrale nella fila inferiore corrisponde all’ingresso al resto del complesso. Nella parte superiore sono presenti 22 piccole cupole disposte lungo due file nelle parti interna ed esterna del portale, e sorrette ognuna da due file di archi. Ai quattro angoli della struttura si trovano infine grandi torri per riprendere la struttura del mausoleo.
Il giardino, quadrato, ha la forma tipica dei giardini della dinastia Moghul: è diviso in quattro parti uguali da due canali che si incrociano nel mezzo. Al suo interno si trovano aiuole di fiori, viali alberati e canali d’acqua che creano un suggestivo effetto riflettendo l’immagine della costruzione alle loro spalle. Ogni quadrato formato dai canali si compone a sua volta di quattro parti divise da percorsi rialzati pavimentati con pietra. Si dice che in ognuna di queste furono piantate 400 piante. Per rimediare al fatto che il mausoleo si trova nell’estremità nord del giardino e non al suo centro nel punto di incontro dei due canali (che rappresenta il centro dell’intero giardino e di tutto il complesso) è stato posto un serbatoio di acqua che, in questo modo, riflette l’immagine del mausoleo. Sul lato meridionale del serbatoio, in posizione centrale, è posta una panchina: essa è un invito al visitatore a sedersi e osservare il mausoleo dalla posizione ideale, cioè da una prospettiva centrale, che permette di godere anche del riflesso sul serbatoio. La struttura del giardino si rifà molto alla visione del paradiso in quel periodo: esso era visto come un giardino ideale abbondantemente rifornito d’acqua. Nei testi mistici dell’Islam, poi, esso era descritto come composto da quattro canali che si incontrano in una montagna o una cascata centrali, che dividono il tutto nei quattro punti cardinali. La visione del giardino come simbolo del paradiso è ulteriormente rafforzata dalle calligrafie presenti sul portale principale, che presentano un invito ad entrare nel paradiso. Due file di cipressi, simbolo di immortalità, sono poste parallelamente al canale.
Il mausoleo vero e proprio è una struttura alta nel suo punto più elevato 68 metri. È posto al di sopra di un basamento quadrato con ai quattro vertici quattro minareti (= torri ai lati delle moschee). Ai lati di ogni apertura dell’edificio è poi posto un pinnacolo di forma ottogonale alto e stretto che supera in altezza il tetto. La struttura è sovrastata da cinque cupole, ed è perfettamente simmetrica, come il resto del complesso.
I minareti ai vertici del basamento sono di forma tronco-conica ma poggiano su una base ottogonale: secondo una soluzione tipica di questo periodo, sono leggermente inclinati verso l’esterno in modo tale che, in caso di un forte terremoto, non crollino sulla struttura centrale ma verso l’esterno. Essi sono più bassi della cupola centrale per non sovrastarla ma accompagnarla e darle la giusta evidenza. Come il mausoleo, sono completamente ricoperti di marmo bianco ma lo scheletro portante delle strutture è fatto di mattoni.
L’ingresso al mausoleo è segnato da quattro enormi portali di base rettangolare sovrastati da volte. Dentro ognuno di questi enormi archi si apre l’ingresso vero e proprio, che riprende la forma dell’apertura in cui è collocato in dimensioni ridotte.
Due rampe di scale che si incontrano nel comune punto di arrivo, coperte ognuna da una volta a botte, danno accesso all’interno dell’edificio.
Al centro del mausoleo è posta una stanza principale ottogonale che contiene i cenotafi di Shah Jahan e di Mumtaz Mahal e al di sotto della quale è posta un’ulteriore stanza minore (contenente le tombe dell’imperatore e di sua moglie). Essa è circondata da quattro stanze minori anch’esse di forma ottogonale e da quattro rettangolari, ciascuna delle quali presenta delle aperture a forma di arco ogivale (una per ogni parete); alcune di esse sono aperte e permettono il collegamento con l’esterno o le altre stanze, mentre altre sono semplici archi ciechi. Lo spazio della stanza principale è definito da otto archi ogivali, tutti aperti, che permettono il collegamento con le otto stanze circostanti. La sala è coperta con una falsa cupola, rivestita come il resto di marmo, che presenta al centro una decorazione a forma di sole, simboleggiante la presenza di Allah. Le stanze laterali sono sovrastate da cupole, al di sopra delle quali si attestano ad un piano superiore delle stanze uguali a quelle inferiori. La divisione in due piani è visibile anche all’esterno e all’interno della stanza centrale: la doppia fila di archi, infatti, riprende la posizione dei piani inferiore e superiore.
Il cenotafio della moglie dell’imperatore è al centro esatto della struttura, mentre quello dell’imperatore è ad un lato, nella parte occidentale. I cenotafi sono circondati da un recinto ottogonale in marmo perforato, in cui ognuno degli otto pannelli di cui è costituito è stato intagliato da una singola lastra marmorea, regalandogli una decorazione con figure floreali. Sono rivolti sull’asse est-ovest, verso La Mecca. Il cenotafio della moglie dell’imperatore è decorato con il versetto 185 della terza sura del Corano, mentre l’altro riporta una scritta che lo identifica come quello dell’imperatore. Al di sopra dei cenotafi c’è una lampada, posta agli inizi del XX secolo dal viceré Lord Curzon.
Affiancate al mausoleo principale sorgono la moschea e il jawab che si trovano rispettivamente ad ovest e ad est della tomba, sono costruiti in arenaria rossa, in contrapposizione cromatica al bianco del marmo del mausoleo e poggiano su un basamento anch’esso in arenaria. Le strutture sono accompagnate da 4 torri ottagonali (coperte da una cupola sorretta da otto archi) poste agli angoli e da 3 eleganti cupole, di cui quella centrale più grande delle altre.
La costruzione del mausoleo è simbolica: il massiccio plinto quadrato sottostante rappresenta il mondo materiale, la cupola circolare la perfezione della divinità e la forma ottagonale della struttura (l’ottagono è visto come forma intermedia tra il quadrato ed il cerchio) l’uomo, punto di giunzione tra i due mondi (materiale e spirituale).
Le altre tre promesse erano: risposarsi, per dare una madre ai loro figli; essere sempre buono e comprensivo coi loro figli, visitare sempre la tomba della moglie nell’anniversario della sua morte.