Il castello di Schönbrunn

Il Castello di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn in tedesco) è il luogo a cui sono legati molti fatti e personaggi importanti della storia moderna: Maria Antonietta, la futura regina di Francia, vi trascorse l’infanzia e fu proprio qui che, all’età di sei anni, Mozart stupì l’imperatrice e la sua corte. Nel 1786 nel teatro di palazzo sempre Mozart diresse la sua opera L’impresario e fu a Schönbrunn che per la prima venne rappresentato il Don Giovanni. Napoleone fissò a Schönbrunn il suo quartier generale dal 1805 al 1809 e la Grande Galleria fu teatro di molti ricevimenti durante il Congresso di Vienna del 1815. Dopo la caduta dell’impero francese il castello servì da residenza per il figlio di Napoleone: il ragazzo fu posto però sotto la tutela del nonno, l’imperatore Francesco, che gli impedì di avere contatti con la Francia. Egli visse qui una vita da esiliato e fu reso immortale dal poeta francese Edmond Rostand nella sua commedia intitolata L’Aquilotto. Infine fu sempre a Schönbrunn che l’imperatore Francesco Giuseppe nacque e morì, e fu qui che Carlo I, l’ultimo degli Asburgo, firmò l’atto di abdicazione l’11 novembre 1918.
Sede della Casa Imperiale d’Asburgo dal 1730 al 1918, Schönbrunn era, fino a tre secoli fa, ricoperto da una vasta foresta ed era il terreno di caccia preferito degli Asburgo che acquistarono il castello di caccia e il suo bosco nel 1569. All’imperatore Mattia viene attribuita, all’inizio del XVII sec. la scoperta della bellissima fonte (Schöner Brunner) che ha dato il nome a tutta questa zona. Nel 1683 la tenuta di caccia fu distrutta dai Turchi. Scampato il pericolo di un’invasione, nel 1695, l’imperatore Leopoldo I chiese a Johann Bernhard Fischer von Erlach, uno dei più grandi architetti del tempo, di progettare uno splendido palazzo per il figlio Giuseppe I. L’intenzione dell’imperatore era quella di creare una residenza estiva che superasse in splendore tutte le altre residenze reali, perfino Versailles. Questi grandiosi progetti in realtà non furono mai realizzati a causa delle difficoltà che la monarchia dovette affrontare e fu così che tra il 1695 e il 1700 venne costruito un edificio più modesto del previsto. Dopo Carlo VI, che non fu particolarmente interessato a Schönbrunn, sua figlia Maria Teresa modificò il palazzo nella forma attuale secondo i progetti di Nicola Pacassi.
All’interno dell’edificio gli ambienti più spettacolari sono la Gran Galleria, la Sala degli Specchi, la Sala di Elisabetta, nelle quali dominano gli stucchi bianco e oro in gusto rococò. Molto presente l’arredo orientaleggiante, che si può notare nel Salone cinese blu, nella Sala dei milioni (affrescata con miniature indo-persiane che si diceva fossero costate un milione di monete d’oro), nella Stanza Vieux-Laque (dove Maria Teresa visse durante il periodo di vedovanza), nel Gabinetto cinese circolare. Molto interessante la Camera di Napoleone, dove visse e morì all’età di 21 anni lo sventurato figlio dell’imperatore dei francesi. Un’allodola ora impagliata ed esposta era l’unica compagna del fanciullo durante la prigionia a Schönbrunn.
L’ampio giardino alla francese del palazzo fu progettato da Jean-Nicolas Jadot e Adrian von Steckhoven mentre il progetto del parco è di Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg sotto Maria Teresa. Alla sommità del parco, nel suo punto più alto e più estremo rispetto al palazzo, sorge la Gloriette, in stile neoclassico: un tempo salone da pranzo, oggi è un suggestivo punto panoramico per ammirare in una veduta d’insieme la struttura di Schönbrunn e la città di Vienna. Le rovine romane e le 32 statue di eroi mitologici classici avevano la funzione di sottolineare il legame d’eredità tra gli Asburgo e l’Impero romano. Accanto alle rovine si trova la fonte che dà il nome al palazzo (Schönbrunn vuol dire infatti “bella fontana”). Nel parco si possono poi ammirare lo zoo (Tiergarten), fondato nel 1752, il primo moderno giardino zoologico ancora esistente al mondo ed uno dei più estesi; la Palmenhaus, serra per le palme e le piante tropicali; l’Orangerie, utilizzata a suo tempo come riparo invernale per le piante del parco; il Wagenburg, cioè il museo delle carrozze; il labirinto di siepi dove si alterna il vecchio classico labirinto con dei nuovi tipi di labirinti atti a impressionare e divertire i visitatori tramite giochi di logica, acqua e suoni.

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