Eleonora Gambon 14 gennaio 2010 08:00

Kuhcafe Waisenegg

Nel ponte dell’otto dicembre sono stata qualche in giorno da amici in Austria, i quali ci hanno portato in questo locale davvero speciale.
Questa caffetteria si trova in una frazione del comune di Birkfeld di nome Waisenegg, e devo ammettere che non saprei proprio tornarci, perchè si trova in una viuzza di montagna. Comunque nei dintorni vi sono segnalazioni abbastanza precise e una volta arrivati troverete un ampio spazio adibito a parcheggio proprio di fronte alla stalla.
Eh sì perchè, in realtà, di una stalla si tratta, sopra alla quale è stato creato, in seguito a un incendio che ha ditrutto tutto la scorsa estate, uno spazio abbastanza grande adibito a caffetteria. Vengono offerte svariati tipi di bevande, dal caffè agli alcolici, che possono essere accompagnate da dolci fatti in casa o anche da qualche piatto salato, come toast o tramezzini. Io vi consiglio un buon apfelsaft e una fetta di torta, ma soprattutto un tavolo vicino alle finestrone da dove poter guardare le mucche presenti nella stalla sottostante.
La cosa è così assolutamente fuori dall’ordinario che si rimane affascinati come se non si avesse mai visto una mucca prima!! Noi poi siamo stati così fortunati che abbiamo assistito a un parto in diretta!! E siamo rimasti fino a che il piccolino appena nato non è riuscito a mettersi a camminare sulle sue gambe. E’ stato davvero molto emozionante!
Sebbene il locale si trovi sopra a una stalla con 65 mucche, non vi è assolutamente nessun cattivo odore, come si potrebbe immaginare, e tutto è davvero molto pulito, in legno chiaro e drappeggi (tende, tappeti e tovaglie) rossi, in stile molto austriaco.

Al bancone è possibile inoltre comprare qualche simpatico souvenir “mucchesco”, come ad esempio calamite a forma di mucca, tutti fatti a mano dalla padrona del locale. Il costo è un po’ altino (10 euro!!), ma è comunque una cosa simpatica per ricordarsi di questo luogo particolare; per quanto riguarda le bevande invece i prezzi sono in linea con altri locali della zona.
I padroni sono inoltre due persone davvero disponibili che, sebbene non conoscano l’italiano, cercano di parlare e avere un po’ di rapporto con il cliente. Pensate che sono stati così gentili da aprire la caffetteria un paio d’ore prima solo per noi!

Credo che questa caffetteria sia un luogo carino dove poter passare un pomeriggio magari di brutto tempo e, soprattutto, se si hanno dei bimbi, che possono scorrazzare abbastanza liberamente anche all’esterno nel caso fosse una bella giornata.
Il locale, inoltre, ha un enorme pascolo subito fuori la stalla, da dove le mucche possono entrare e uscire senza problemi e quindi, credo, che anche d’estate sia una buona meta per bere qualcosa di fresco.

Spero di avervi fatto conoscere un posto un po’ al di fuori del normale e di avervi fatto un po’ di curiosità!

Donatella Cambosu 1 settembre 2009 08:00

ACQUA DI CARINZIA

Laghi, boschi, pascoli di alpeggio, ghiacciai, terme, castelli, fiumi, sport, cielo blu, aria leggera che profuma di buono e sano, chilometri di piste ciclabili, sentieri e camminamenti : la Carinzia (Austria del sud) offre tutto questo e anche di più, a misura di single, coppie e famiglie. In particolare per le famiglie con bambini. Serenamente lontana dalle spiagge, questo pezzo di Austria, sembra non soffrire affatto la mancanza di un affaccio sul mare, perché l’acqua dolce (declinata in svariate maniere) è comunque uno dei tratti dominanti di questo territorio.

L’acqua dolce è innanzitutto quella dei laghi, oltre 1200 di cui 200 circa balneabili, nella maggior parte talmente pulita da essere potabile. Questo grazie alla sensibilità ambientale carinziana, impressa nel dna della gente da molto tempo: ad esempio, il lago Weissensee (cioè lago bianco per colore delle sue coste dovuto alla trasparenza delle acque su fondale calcareo), è sin dal 1957 che non può essere navigato da imbarcazioni a motore! Ogni bacino è definito in base a particolari caratteristiche o attitudine: Faaker See, il luminoso; Ossiacher See, il culturale; il Millstatter See, il soleggiato; il Worthersee, lo scenografico. La lista è lunga e un fatto certo: sono luoghi incantevoli e incontaminati, spesso raggiungono temperature piuttosto alte rispetto alla media, in che non guasta e invita a una sana nuotata di qualche centinaio di metri capace di trascinarci corpo e anima nel bel mezzo di uno scenario mozzafiato. Oltre al banale nuoto o al giretto con la barchetta a remi, su questi laghi è naturalmente possibile praticare qualsiasi sport acquatico: vela, windsurf, pesca, sci, parasailing, canoa.

L’acqua dolce è anche quella dei fiumi come la Drava, sul quale è possibile cimentarsi in spericolate attività dal rafting all’hidrospeed; quella dei torrenti e dei ruscelli di montagna, in cui praticare pesca sportiva o semplicemente tonificare i nostri piedi; quella in forma solida negli spettacolari ghiacciai di alta quota, come il Pasterze, protagonista della più alta montagna dell’Austria, il Grossglockner.

E poi ci sono le acque termali: circa 60 sorgenti termali, alcune delle quali, vedi quelle di Warmbad-Villach, già frequentate da quegli amanti del benessere e della bella vita che erano gli antichi romani, oggi accessibili a tutti e particolarmente indicate per rimesse in forma di golfisti, sportivi, manager stressati e mamme da combattimento in fase down. In particolare, il bagno nella piscina termale costruita direttamente sulla polla naturale (con proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche), regala bellissime sensazioni di leggerezza difficili da dimenticare. La quantità di acqua termale che ogni giorno sgorga dalle sei fonti di questa località (circa 40 milioni di litri) è tale da permettere il ricambio totale della vasca principale sulla polla ogni 3 tre; ma anche tutte le altre piscine delle strutture alberghiere dell’area, ne godono in parte dei benefici effetti in quanto costituite da acqua mista.

Infine il valore aggiunto della Carinzia, l’organizzazione e l’offerta turistica in funzione delle famiglie con bambini. Tutto quello che qui c’è da godere, dai laghi ai monti passando per le terme, (eccetto naturalmente gli sport estremi) è pensato affinchè sia adatto e divertente per i bambini (occhio ai marchi di qualità “smileys” e “orsetti” e alle mete turistiche dedicate), anche quelli poco abituati alle attività open air; ma c’è anche un occhio di riguardo per i genitori, che nelle diverse strutture alberghiere possono trovare “collaborazione” qualificata preziosa nella gestione dei bambini.

Un ultimo consiglio: imperdibile (specialmente per i bambini) la visita al castello di Landskron (Villach) e l’esibizione di acquile e rapaci.

Sara Daffara 29 giugno 2009 12:00

Il castello di Schönbrunn

Il Castello di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn in tedesco) è il luogo a cui sono legati molti fatti e personaggi importanti della storia moderna: Maria Antonietta, la futura regina di Francia, vi trascorse l’infanzia e fu proprio qui che, all’età di sei anni, Mozart stupì l’imperatrice e la sua corte. Nel 1786 nel teatro di palazzo sempre Mozart diresse la sua opera L’impresario e fu a Schönbrunn che per la prima venne rappresentato il Don Giovanni. Napoleone fissò a Schönbrunn il suo quartier generale dal 1805 al 1809 e la Grande Galleria fu teatro di molti ricevimenti durante il Congresso di Vienna del 1815. Dopo la caduta dell’impero francese il castello servì da residenza per il figlio di Napoleone: il ragazzo fu posto però sotto la tutela del nonno, l’imperatore Francesco, che gli impedì di avere contatti con la Francia. Egli visse qui una vita da esiliato e fu reso immortale dal poeta francese Edmond Rostand nella sua commedia intitolata L’Aquilotto. Infine fu sempre a Schönbrunn che l’imperatore Francesco Giuseppe nacque e morì, e fu qui che Carlo I, l’ultimo degli Asburgo, firmò l’atto di abdicazione l’11 novembre 1918.

Sede della Casa Imperiale d’Asburgo dal 1730 al 1918, Schönbrunn era, fino a tre secoli fa, ricoperto da una vasta foresta ed era il terreno di caccia preferito degli Asburgo che acquistarono il castello di caccia e il suo bosco nel 1569. All’imperatore Mattia viene attribuita, all’inizio del XVII sec. la scoperta della bellissima fonte (Schöner Brunner) che ha dato il nome a tutta questa zona. Nel 1683 la tenuta di caccia fu distrutta dai Turchi. Scampato il pericolo di un’invasione, nel 1695, l’imperatore Leopoldo I chiese a Johann Bernhard Fischer von Erlach, uno dei più grandi architetti del tempo, di progettare uno splendido palazzo per il figlio Giuseppe I. L’intenzione dell’imperatore era quella di creare una residenza estiva che superasse in splendore tutte le altre residenze reali, perfino Versailles. Questi grandiosi progetti in realtà non furono mai realizzati a causa delle difficoltà che la monarchia dovette affrontare e fu così che tra il 1695 e il 1700 venne costruito un edificio più modesto del previsto. Dopo Carlo VI, che non fu particolarmente interessato a Schönbrunn, sua figlia Maria Teresa modificò il palazzo nella forma attuale secondo i progetti di Nicola Pacassi.

All’interno dell’edificio gli ambienti più spettacolari sono la Gran Galleria, la Sala degli Specchi, la Sala di Elisabetta, nelle quali dominano gli stucchi bianco e oro in gusto rococò. Molto presente l’arredo orientaleggiante, che si può notare nel Salone cinese blu, nella Sala dei milioni (affrescata con miniature indo-persiane che si diceva fossero costate un milione di monete d’oro), nella Stanza Vieux-Laque (dove Maria Teresa visse durante il periodo di vedovanza), nel Gabinetto cinese circolare. Molto interessante la Camera di Napoleone, dove visse e morì all’età di 21 anni lo sventurato figlio dell’imperatore dei francesi. Un’allodola ora impagliata ed esposta era l’unica compagna del fanciullo durante la prigionia a Schönbrunn.

L’ampio giardino alla francese del palazzo fu progettato da Jean-Nicolas Jadot e Adrian von Steckhoven mentre il progetto del parco è di Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg sotto Maria Teresa. Alla sommità del parco, nel suo punto più alto e più estremo rispetto al palazzo, sorge la Gloriette, in stile neoclassico: un tempo salone da pranzo, oggi è un suggestivo punto panoramico per ammirare in una veduta d’insieme la struttura di Schönbrunn e la città di Vienna. Le rovine romane e le 32 statue di eroi mitologici classici avevano la funzione di sottolineare il legame d’eredità tra gli Asburgo e l’Impero romano. Accanto alle rovine si trova la fonte che dà il nome al palazzo (Schönbrunn vuol dire infatti “bella fontana”). Nel parco si possono poi ammirare lo zoo (Tiergarten), fondato nel 1752, il primo moderno giardino zoologico ancora esistente al mondo ed uno dei più estesi; la Palmenhaus, serra per le palme e le piante tropicali; l’Orangerie, utilizzata a suo tempo come riparo invernale per le piante del parco; il Wagenburg, cioè il museo delle carrozze; il labirinto di siepi dove si alterna il vecchio classico labirinto con dei nuovi tipi di labirinti atti a impressionare e divertire i visitatori tramite giochi di logica, acqua e suoni.