Bangkok: la sensualitá degli spiriti reincarnati (Parte 2)

Le distrazioni sono notoriamente molte a Bangkok. Un moralista hindu la definirebbe l’espressione quintessenziale della Maya, del mitico velo sugli occhi che preclude la visione autentica (a patto che questa autenticita’ non sia troppo noiosa e bacchettona) della realta’.
La sensualita’ della citta’ degli angeli e’ a tutto tondo. Anche andare dal parrucchiere puo’ essere un’esperienza sensuale per la gentilezza, la grazia con cui si viene trattati. L’istanza principale e’ quella di mettere costantemente a proprio agio il cliente, dissetandolo, facendolo accomodare in spazi accoglienti, con buona musica e, dato il clima tropicale, ben refrigerati.
L’offerta di cibo e’ generalmente di buon livello e molto diversificata. E’ anche possibile trovare degli ottimi ristoranti italiani (ad esempio la Pizzeria Bella Napoli o il ristorante Venezia, entrambi nell’area di Sukhumvit) anche se piuttosto cari per i parametri locali (in particolare se si vuole bere del buon vino). La cucina thai, tuttavia, non ha molto da invidiare a quella nostra ed e’ senz’altro piu’ accessibile. Non mancano poi buoni ristoranti indiani, vietnamiti, coreani, giapponesi, laotiani, medio-orientali e cinesi. In una parola: e’ difficile morir di fame a Bangkok, ce ne e’ per tutti i gusti e per tutte le tasche, fino all’economicissimo e diffusissimo street food (cibo da strada) che contempla carne, pesce, verdure, noodles, frutta, dolci ed e’ anche abbastanza sicuro (non sicurissimo) per la salute.
Dando alla carne cio’ che le spetta, credo sia un peccato trascurare alcuni aspetti culturali della citta’. In primo luogo credo meriti almeno una mattinata il National Museum per una conoscenza della storia e delle diverse espressioni artistiche e tradizionali del paese.
Poco distante si trova il Wat Phra Kaew, il Tempio del Buddha di Smeraldo che comprendeva anche la precedente residenza dei re thai: il Grand Palace. Il complesso templare e’ stato inaugurato nel 1782, a seguito del trasferimento della capitale da Thonburi a Krungthep. La visita richiede un abbigliamento appropriato, vanno evitate le minigonne e le scollature ma anche i pantaloni corti. Va inoltre ricordato che “mostrare i piedi”, seduti in terra, ad un’immagine del Buddha e’ considerato oltraggioso.
Meno affollato del Wat Phra Kaew, il Wat Pho ha la piu’ imponente collezione di immagini di Buddha e la piu’ grande scultura di Buddha sdraiato, integralmente laminata d’oro, della Tailandia. Il Wat Pho, soprattutto nel pomeriggio avanzato, poco prima della chiusura (alle 17.00) puo’ anche dare l’opportunita’ di momenti di intensa pace e raccoglimento, preziosi nel reame rutilante della maya.
Dato alla cultura il tributo che le spetta, l’entertainment, nella citta’ degli angeli, e’ straordinario. Sono molte le buone discoteche, i locali di musica dal vivo ed un’esperienza interessante puo’ essere spendere un paio di ore in uno degli avveniristici cinema, in alcuni dei quali sono anche disponibili film stranieri. Il cliche’ imporrebbe una serata al Lumphini Stadium o al Ratchadamnoen Stadium per uno spettacolo di Muay Thai, la box tailandese. Personalmente, al ring ho preferito il Kathoey Cabaret, lo spettacolo di travestiti e transgenders (ce ne sono molti in Tailandia, sono molto piu’ accettati che in altri paesi e fanno anche lavori del tutto “normali”: infermiere, portinaio, segretario ecc.) che si tiene ogni sera in due teatri della citta’. Lo spettacolo e’ di buon livello, non e’ assolutamente volgare ed in certi momenti e’ anche divertente. Riscuote in genere moltissimo successo con ricche comitive di giapponesi.
In conclusione, come non spendere due parole sui celebri go-go bars che hanno fatto la gioia dei poveri reduci dai fronti di guerra in Vietnam? In buona sostanza sono quei locali, in genere notturni, gremiti di ragazze avvenenti disposte a prendersi integralmente cura dei clienti. Alcuni trovano il fenomeno deprimente o una finestra sulla difficile condizione della donna, in Tailandia.
Naturalmente la questione e’ troppo complessa ed esprimere giudizi a chiusura di un breve articolo rischierebbe di essere azzardato. Quel che posso dire qui e’ che la zona a luci rossa, Patpong, con una maggiore concentrazione di go-go bars puo’ anche presentare qualche rischio. Viene ad esempio sconsigliato di entrare in locali dove vengano offerti spettacoli di sesso dal vivo perche’ includono spesso non espliciti sovrapprezzi sulle consumazioni. E’ tuttavia difficile contestare un conto spropositato quando le porte del locale vengono prontamente chiuse e presidiate da erculei figuri. Per chi volesse trascorrere una serata in un go go bar sono invece consigliabili, anche da frequentatori incalliti, il Soi Cowboy ed il Nana Entertainment Plaza, entrambi in zona Sukhumvit.
Tratto da viverealtrimenti
Foto di edwin11

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