Donatella Cambosu 16 settembre 2009 08:00

Settembre in Franciacorta

Settembre è il mese dell’uva e la Franciacorta una terra di vigneti.

Quale migliore momento dunque per un fine settimana tra le campagne più belle della Lombardia?

Diciannove comuni targati Brescia che si rincorrono sulle colline a sud del lago d’Iseo, borghi nati nell’alto medioevo dalle comunità di monaci benedettini che qui istruirono le popolazioni locali sull’arte della coltivazione dei campi dando vita alle prime grandi propietà fondiarie, anche se la coltivazione della vite nel territorio ha datazioni ben antecedenti.

Questa grande tradizione, cultura (anche imprenditoriale) e know-how vitivinicolo costituisce oggi l’identità propria della Franciacorta, caratterizzata da un paesaggio agrario e un’economia fatta di grandi vigneti, grandi cantine, grandi marchi, grandi qualità. Le “strade del vino” della Franciacorta  a settembre profumano d’uva, nei fine settimana le cantine si aprono al pubblico (fino a gennaio!), si organizzano eventi e degustazioni eno-gastronomiche, concerti. E, per quanto le cantine siano davvero imponenti, sorprendenti, bellissime, fresche e girovagando dall’una all’altra il tasso alcolico delle bollicine cominci a farsi sentire,  le cose da scoprire nel territorio sono davvero tante: monasteri, abbazie, castelli, ville.

Il week end del 19-20-21 settembre prossimi ruota attorno al comune di Erbusco, dove il “Festival di Franciacorta” propone, oltre a convegni e degustazioni di 120 etichette per 62 cantine, anche un’ insolita, divertente maniera per scoprire il territorio: una “caccia al tesoro” . Per l’iscrizione ahimè è già tardi, ma la formula è decisamente avvincente e spero ripetibile: la partecipazione al gioco era subordinata all’acquisto del pacchetto tour delle cantine (costo 550 euro a coppia/equipaggio)  che comprende tantissime altre cose, compreso concerto di Mario Biondi venerdì 19 a Villa Longhi (BS).

zafferanoAlla fine di questa “caccia” praticamente vincono tutti: il primo arrivato una bella Maserati 4 porte, il secondo una Fiat 500 e i terzi un viaggio nella grande mela, ma anche il 25simo arrivato riceverà bottiglie sufficienti a regalarsi un lussuoso bagno nelle bollicine.

Tra i vigneti, i castelli e le colline della Franciacorta, per la precisione di Erbusco, non posso tralasciare di ricordare che in una bellissima villa c’è uno dei templi della grande cucina italiana: il Ristorante Gualtiero Marchesi. Forse non è proprio a buon mercato, ma qui non si tratta semplicemente di mangiare: l’esperienza è certamente sensoriale, una delizia per bocca, naso e occhi, ma quel piatto che ci ritroviamo davanti è anche un concentrato di creatività, ricerca, tradizione, amore che affonda le radici proprio in Franciacorta. E non crediate che per questo sia un luogo ingessato dove non ci si sente mai  a proprio agio: raffinato e di classe certamente, ma lo chef Gualtiero il più delle volte accoglie i propri ospiti sulla soglia.

Foto di Guido Andolfato