Grazia Del Tito 1 febbraio 2010 08:00

Mostra Mercato ´Mediterranean Food and Beverage Festival´

Praga, con le sue preziose architetture  tra Barocco e Liberty, è una sorta di museo a cielo aperto, una vetrina di stili e di orientamenti artistici.  Crocevia di artisti e letterati che vanno da Mozart a Kafka, è  in un certo senso il luogo di incontro fra oriente e occidente. Fin dal medioevo  è  stata considerata una delle città più belle del mondo. Fama questa dovuta ai monumenti, ma anche al fascino dei vicoli, delle piazzette e degli  scorci incantevoli e misteriosi, che  appaiono sempre diversi a seconda delle stagioni e del momento.

Il centro storico si  snoda lungo il fiume che attraversa la città e comprende sei quartieri,   tre per ogni sponda:  la città vecchia (Staré Mesto),  la città ebraica (Josefov), la città nuova ( Nové Mesto), la città piccola  (Malà Strana), Hradcany e Vysehrad.  Fino al settecento ogni quartiere era una città a sé stante,  indipendente.

Il fiume è il punto di osservazione privelegiato per apprezzare la bellezza della città. E’ particolarmente suggestiva la visita della città in battello, lungo la Moldava. E si puo’ scegliere fra vari tipi di crociera: semplice escursione o combinata con pranzo, cena e musica.

Praga è una di quelle città straordinarie che coniugano bellezza, e ordine, con una grande accoglienza ed un calendario ricco di eventi. Tante le manifestazioni che animano la città  nel corso dell’anno e spaziano dalle rassegne di musica, di letteratura e  di poesia a manifestazioni che, pur avendo obiettivi di carattere economico, presentano anche un grande valore culturale come  la mostra mercato Mediteranean Food and Beverage Festival promossa dal Consorzio Med Europe Export in collaborazione con la Trinit International Trading & Events Srl.

L’iniziativa, che si svolgerà  presso l’Hotel Diplomat di  Praga dal 21 al 24 gennaio 2010, vede in prima linea gli  operatori economici siciliani del settore agroalimentare, vitivinicolo e turistico.  E’ una bella iniziativa  che si rivolge  a operatori del settore  e tour  operators specializzati in agriturismo e turismo eno-gastronomico per far conoscere ed apprezzare prodotti  tipici della tradizione italiana espressione della grande varietà, e qualità, che contraddistingue il nostro paese.

Linnea Veronica 8 giugno 2009 08:00

Napul’è (Parte 1)

Ci sono alcuni angoli del mondo in cui ci si sente semplicemente al proprio posto: Napoli per me è una seconda città, non so se perché ci ho vissuto in una vita precedente o perché mi ci trasferirò un giorno. Nonostante ormai la conosca abbastanza bene, ad ogni visita scopro qualcosa di nuovo e mi rassegno al fatto che dovrò tornare. E’ un po’ come il mal d’Africa, dopo un po’ si fa sentire.

Uno degli appuntamenti fissi di ogni viaggio a Napoli che si rispetti è il mio personalissimo itinerario gastronomico, che negli anni ha conosciuto piacevoli aggiunte, piccole limature ed aggiustamenti, ma dove esistono alcuni must che non cambiano mai.

Ad esempio mi è impossibile pensare a un soggiorno napoletano senza un adeguato rifornimento di paste allo Chalet di Ciro a Mergellina. Che non è la stessa cosa del ristorante, che non frequento molto. Lo chalet ha un sapore tutto diverso, mischiato alle casupole dei pescatori di Mergellina, che nessuno ha il coraggio di far sgomberare. Il sapore della colazione dei napoletani della domenica mattina, quando si fa scorta prima di andare al mare. U’ babà in tutte le sue declinazioni, la sfogliatella riccia, una zeppola (fritta per i più veraci, al forno per i salutisti - salutisti? Concetto sconosciuto a Napoli), una crostatina con le fragoline di bosco.

Durante i giorni lavorativi invece mi sento più a mio agio a fare colazione da Cimmino (quello in via Filangieri però, perché il bar di Posillipo non ha la stessa atmosfera, secondo me): sarei capace di prendere almeno tre caffè shakerati di seguito - che per una che non beve mai caffè non è poco.

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Foto di Zingaro. I am a gipsy too.