Il palazzo di Cnosso

A solo 5 km dal capoluogo Heraklion, si trova il più importante sito archeologico dell’isola di Creta: Cnosso. Il suo palazzo è un esempio unico nella storia dell’architettura con centinaia di stanze, cortili amplissimi, facciate imponenti, appartamenti maestosi e bagni per ospitare banchetti dionisiaci.
La zona, abitata fin dal neolitico, diventa centro della civiltà minoica a partire dal 2000 a.C. quando viene edificato un grande palazzo simbolo dell’egemonia marittima cretese.
Il palazzo oggi visibile fu costruito intorno al XVI sec. a.C. sulle rovine di quello più antico, distrutto probabilmente da un terremoto dovuto all’eruzione vulcanica di Thera, odierna Santorini, nel 1628 a.C.. L’edificio era così grande (22.000 mq!) e la sua pianta così complessa che viene menzionato come labirinto nel mito del filo di Arianna mentre la sua progettazione e costruzione sono fatte risalire all’ateniese Dedalo e a suo figlio Icaro.
Si tratta, più che di un semplice palazzo, di una vera e propria città in cui vivevano centinaia di persone al servizio della regina e del re, in cui le giornate erano scandite dall’attività artigianale, artistica e agricola.
Centro del palazzo è un cortile in terra battuta nel quale si esibivano ginnasti che volteggiavano su tori, animali sacri della cultura minoica, sfidando la morte come avrebbero fatto parecchi secoli più tardi i gladiatori al Colosseo. I giovani entravano in questa sorta di arena e, afferrato il toro per le corna e eseguito un salto mortale, si posizionavano sulla schiena dell’animale per poi tornare a terra eseguendo una spettacolare capriola, supportati da una giovane in piedi alle spalle del toro.
Particolarità del palazzo sono i bagni degli appartamenti della regina che sembra fossero i più avanzati dell’antichità con canalizzazioni sotterranee, fogne, canali di scarico e acqua calda sempre disponibile.
Eccezionali sono anche gli affreschi che decorano le pareti, realizzati con la classica visione di profilo tipica dell’arte egizia che i Minoici conoscevano benissimo a causa dei continui e intensi scambi commerciali e culturali proprio con l’Egitto dei faraoni. Oggi la maggior parte di questi affreschi è conservata al Museo Archeologico di Iraklio dove si possono ammirare scene di lotta coi tori, processioni, etc.
L’ingresso avviene dal cortile ovest, di seguito si incontrano il corridoio delle processioni e il portico dei grandi propilei; dal cortile centrale una scalinata porta al piano superiore, interamente ricostruito da sir Arthur Evans, scopritore e primo scavatore dell’area. Su questo piano si apre la sala ipostila con soffitto piatto retto da quattro colonne. A ovest del cortile centrale sono collocati il santuario con le sue due cripte e la celebre sala del trono con ricostruzione degli affreschi originali. A est si possono visitare gli appartamenti del re e della regina mentre procedendo verso l’ingresso settentrionale si incontra il quartiere domestico con il magazzino delle grandi giare. Fuori dalle mura si osservano invece i resti di quello che si pensa essere un teatro.
Verso il 1450 a.C. Cnosso fu devastata dai Micenei, popolazione originaria del Peloponneso, e dalla metà del XIV sec.a.C. la città e il suo palazzo cominciarono a decadere.

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