Grazia Del Tito 10 novembre 2009 08:00

Istanbul: da Santa Sofia al Gran Bazar

Sono arrivata ad Istanbul via mare, alle prime luci dell’alba. La prima cosa che ho visto è stato il ponte sul  Bosforo che fa da raccordo tra Europa ed Asia.

Ho inziato la visita della città partendo da Sultanahmet, il quartiere che ospita la celebre Santa Sofia, impressionante per i volumi grandiosi che ne fanno uno dei monumenti chiave dell’architettura di tutti i tempi,  e Sultanhamet Camii,  straordinario capolavoro di eleganza ed armonia, nota con il nome di  moschea blu.

Poi, naturalmente, ho visitato il celeberrimo  palazzo di Topkapi residenza dei sultani ottomani per quasi quattro secoli ed oggi museo, che mi ha sorpreso per la spettacolare vista sul Bosforo, lo sfarzo degli oggetti esposti, letteralmente tempestati di pietre preziose, e per le dimensioni strepitose del celebre gioiello conosciuto in tutto il mondo grazie al film Topkapi.

La leggenda narra che qualcuno trovò il gioiello in cima a un cumulo di immondizie e, pensando si trattasse di un falso, lo barattò per tre cucchiai. Non fece un grande affare considerato che si tratta del quinto diamante più grande al mondo.

E, naturalmente, come ogni turista che si rispetti, sono andata nel più grande, colorato ed affascinante, mercato coperto del mondo: il famigerato Gran Bazar. 4500 negozi, merci di ogni tipo: bellissimi manufatti artigianali, soprattutto capi in pelle e gioielli e, naturalmente, spezie e profumi.

E fra una contrattazione e l’altra,  un eccellente caffè turco,, le immancabilifoto di rito,  mi sono presa il tempo di osservare e di esplorare.

Sono ripartita nella luce morbida del tramonto, il ponte sul Bosforo che piano piano si allontanava mentre si rafforza in me l’impatto positivo di  una città magnifica ed affascinante, non solo ricca di storia e brulicante di vita, ma anche sorprendentemente solare ed accogliente, speranza di incontro fra Oriente e Occidente.

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