Alessia D'Aniello 12 novembre 2009 08:00

Napoli: Showcolate..dal 4 all’ 8 Dicembre 2009

Dal 4 all’8 dicembre, Napoli ospiterà Showcolate, il nuovo show del cioccolato organizzato dalla Progecta. Nei cinque giorni i migliori artigiani italiani ed esteri e le più rinomate firme del dolciario industriale incontreranno i titolari ed i rappresentanti di pasticcerie, bar, ristoranti, negozi di dolci, aziende di servizi e distribuzione. Showcolate non è però solo cioccolato da esporre, ma anche da conoscere e gustare.

Numerosi eventi faranno apprezzare le tante produzioni di cioccolato italiane ed internazionali e non mancheranno tante attrazioni dedicate ai più piccoli.

Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile ammirare la mostra “La Repubblica Dominicana… un viaggio di emozioni”. Un’esposizione di 30 fotografie che raffigurano tutto il percorso di trasformazione del cacao, dalla piantagione alla tavoletta. Sabato 5 e domenica 6 dicembre all’interno di laboratori, della durata media di 60 minuti, si potrà partecipare ai programmi di degustazioni guidate ed imparare alcuni segreti del mestiere per scegliere un buon prodotto.

Alessia D'Aniello 30 luglio 2009 12:00

Napoli: trattoria Nennella

Oggi vi voglio parlare di una gran bella trattoria al centro di Napoli.
Una trattoria un pò particolare…

L a trattoria Nennella si trova alle spalle di Via Toledo, ai quartieri spagnoli in zona Montecalvario.E’  in zona centralissima, poco distante da Piazza Plebiscito, dal Palazzo Reale, dal teatro S. Carlo, dal Maschio Angioino e dalla Galleria Umberto I.

Localino molto particolare, casereccio, che accoglie più o meno 50-60 persone, con servizio molto veloce. Ciro, uno dei proprietari di sicuro vi caccerà!

Nell’attesa Ciro, sempre lui, è facile che esce all’esterno a parlare..che metta al muro un bersaglio e fa giocare con le freccette i clienti in attesa o porti qualche stuzzichino.
Capita anche qualche macchietta con qualche cliente affezionato, qualche sceneggiata napoletana insomma.
E si, perchè l’unica regola della trattoria è divertirsi e stare in compagnia. Basta andarci una volta per entrare subito in confidenza con il personale.

Il menu è un foglio A4 scritto a mano senza prezzi esposti. Ci sono 4-5 primi che cambiano ogni giorno e una quindicina di secondi e contorni fissi.
Le specialità sono i primi caserecci: pasta e patate, pasta e ceci, e pasta e lenticchie…”azzeccati azzeccati”, asciutti, tan to che Ciro prima di servirvi il piatto lo fa girare su se stesso. Per quanto riguarda i secondi mozzarella, la bistecca, cotoletta e pesce…
Per contorno peperoni, mozzarelle impanate ed i friarelli.
In primavera ed in estate vino con percoche (pesche).

Per quanto riguarda i prezzi, esempio?3 primi, 3 secondi, 3 contorni acqua e vino: 24 €…quindi 8€ a testa per tre persone. Oppure un primo e una bottiglia d’acqua 3€.

Linnea Veronica 15 giugno 2009 08:00

Napul’è (Parte 2).

Naturalmente quando sono a Napoli qualsiasi pasto che non sia a base di pizza mi sembra uno spreco. Non che io mangi molta pizza, anzi al di fuori di Napoli non la mangio mai; nemmeno quando sono in Costiera (nel senso di Amalfitana) o nelle isole del Golfo la mangio. Ma a Napoli è una specie di ossessione.

E quando dico pizza mi riferisco a quella di Michele (o’ suzzuso come lo chiamava un vecchio amico); sì, lo so che i napoletani veraci storceranno il naso, mi diranno che è un posto da turisti, che ci sono un sacco di posti dove la pizza è più buona di Michele, che non ha senso farsi un’ora di coda ogni volta per trangugiare la pizza sui tavoli affollati e in un ambiente a dir poco di basso profilo, per di più proprio accanto a Forcella, che non è proprio il quartiere più sicuro della città.

Ma non mi avete mai convinto: a me quella pizza -gettata su un piatto, sottile sottile e carica di pummarola e mozzarella, semplicissima, gustata dopo un’attesa impaziente in quelle salette con i vetri fumè dove non riesci neanche a vedere la strada fuori- a me sembra la cosa più buona del mondo, un’emozione paragonabile solo a quella che provavo da bambina quando, tra le foglie verdi, intravedevo una fragolina che appena incominciava a diventare rossina e subito me la cacciavo in bocca. Immancabile il dessert dopo-pizza: un gelato da Bilancione a via Posillipo? Una foresta di cioccolato da Gay Odin? Una sfogliatella o una pastierina -quando è stagione- da Scaturchio? C’è solo l’imbarazzo della scelta, in questa città tentatrice. Quando sono a Napoli evito con cura i grandi alberghi super cool del lungo mare, di fronte al Borgo Marinaro (Castel dell’Ovo per i non autoctoni); è molto più bello vivere la città nei vicoletti, scegliendo un B&B tra i molteplici a disposizione che si trovano in case della vecchia Napoli.

Stavolta La suite – il mio abituale avamposto in zona strategica per la colazione da Cimmino- era pieno e mi sono avventurata in una ricerca su Internet, capitando molto bene: La Dimora di Nettuno è un grazioso appartamento ristrutturato da poco, diviso in camere (la mia, Capri, ha anche un delizioso balconcino che dà su un giardinetto di palme e terrazzamenti interno). Siamo a due passi da Mergellina (e dalla colazione allo Chalet di Ciro, un asset da non sottovalutare) e dagli aliscafi, in un palazzo splendido della vecchia Napoli, piuttosto malandato a dire il vero, ma corredato da una chicca di ascensore che funziona con 5 centesimi. Ma come potrei non amare questa città?

Il B&B è comodo e ben organizzato; ho apprezzato soprattutto l’angolo con cucina e tavolinetti -alcuni dei quali sul balconcino delizioso di cui sopra- a disposizione degli ospiti.

Alla fine ovunque voi decidiate di mangiare o di dormire in città, c’è una cosa a cui non dovreste mai rinunciare, se siete a Napoli. Una passeggiata (per i più fortunati, un giro in motorino con qualche amico del posto) accanto al mare scintillante, partendo da Posillipo, dal parco del Virgiliano, meraviglia per gli occhi che spaziano su tutto il Golfo così vicino che vi sembra di poterlo toccare, scendendo giù per via Posillipo accanto alle ville da sogno, si passa Mergellina e via,  avanti per il lungomare oltrepassando Castel dell’Ovo fino al Maschio Angioino,  terminando infine con un aperitivo da Gambrinus in piazza del Plebiscito.

Questa, per me, è la città più bella del mondo.

Foto di Ozchin

Linnea Veronica 8 giugno 2009 08:00

Napul’è (Parte 1)

Ci sono alcuni angoli del mondo in cui ci si sente semplicemente al proprio posto: Napoli per me è una seconda città, non so se perché ci ho vissuto in una vita precedente o perché mi ci trasferirò un giorno. Nonostante ormai la conosca abbastanza bene, ad ogni visita scopro qualcosa di nuovo e mi rassegno al fatto che dovrò tornare. E’ un po’ come il mal d’Africa, dopo un po’ si fa sentire.

Uno degli appuntamenti fissi di ogni viaggio a Napoli che si rispetti è il mio personalissimo itinerario gastronomico, che negli anni ha conosciuto piacevoli aggiunte, piccole limature ed aggiustamenti, ma dove esistono alcuni must che non cambiano mai.

Ad esempio mi è impossibile pensare a un soggiorno napoletano senza un adeguato rifornimento di paste allo Chalet di Ciro a Mergellina. Che non è la stessa cosa del ristorante, che non frequento molto. Lo chalet ha un sapore tutto diverso, mischiato alle casupole dei pescatori di Mergellina, che nessuno ha il coraggio di far sgomberare. Il sapore della colazione dei napoletani della domenica mattina, quando si fa scorta prima di andare al mare. U’ babà in tutte le sue declinazioni, la sfogliatella riccia, una zeppola (fritta per i più veraci, al forno per i salutisti - salutisti? Concetto sconosciuto a Napoli), una crostatina con le fragoline di bosco.

Durante i giorni lavorativi invece mi sento più a mio agio a fare colazione da Cimmino (quello in via Filangieri però, perché il bar di Posillipo non ha la stessa atmosfera, secondo me): sarei capace di prendere almeno tre caffè shakerati di seguito - che per una che non beve mai caffè non è poco.

napoli-dolci1

 

Foto di Zingaro. I am a gipsy too.