Naturalmente quando sono a Napoli qualsiasi pasto che non sia a base di pizza mi sembra uno spreco. Non che io mangi molta pizza, anzi al di fuori di Napoli non la mangio mai; nemmeno quando sono in Costiera (nel senso di Amalfitana) o nelle isole del Golfo la mangio. Ma a Napoli è una specie di ossessione.
E quando dico pizza mi riferisco a quella di Michele (o’ suzzuso come lo chiamava un vecchio amico); sì, lo so che i napoletani veraci storceranno il naso, mi diranno che è un posto da turisti, che ci sono un sacco di posti dove la pizza è più buona di Michele, che non ha senso farsi un’ora di coda ogni volta per trangugiare la pizza sui tavoli affollati e in un ambiente a dir poco di basso profilo, per di più proprio accanto a Forcella, che non è proprio il quartiere più sicuro della città.
Ma non mi avete mai convinto: a me quella pizza -gettata su un piatto, sottile sottile e carica di pummarola e mozzarella, semplicissima, gustata dopo un’attesa impaziente in quelle salette con i vetri fumè dove non riesci neanche a vedere la strada fuori- a me sembra la cosa più buona del mondo, un’emozione paragonabile solo a quella che provavo da bambina quando, tra le foglie verdi, intravedevo una fragolina che appena incominciava a diventare rossina e subito me la cacciavo in bocca. Immancabile il dessert dopo-pizza: un gelato da Bilancione a via Posillipo? Una foresta di cioccolato da Gay Odin? Una sfogliatella o una pastierina -quando è stagione- da Scaturchio? C’è solo l’imbarazzo della scelta, in questa città tentatrice. Quando sono a Napoli evito con cura i grandi alberghi super cool del lungo mare, di fronte al Borgo Marinaro (Castel dell’Ovo per i non autoctoni); è molto più bello vivere la città nei vicoletti, scegliendo un B&B tra i molteplici a disposizione che si trovano in case della vecchia Napoli.
Stavolta La suite – il mio abituale avamposto in zona strategica per la colazione da Cimmino- era pieno e mi sono avventurata in una ricerca su Internet, capitando molto bene: La Dimora di Nettuno è un grazioso appartamento ristrutturato da poco, diviso in camere (la mia, Capri, ha anche un delizioso balconcino che dà su un giardinetto di palme e terrazzamenti interno). Siamo a due passi da Mergellina (e dalla colazione allo Chalet di Ciro, un asset da non sottovalutare) e dagli aliscafi, in un palazzo splendido della vecchia Napoli, piuttosto malandato a dire il vero, ma corredato da una chicca di ascensore che funziona con 5 centesimi. Ma come potrei non amare questa città?
Il B&B è comodo e ben organizzato; ho apprezzato soprattutto l’angolo con cucina e tavolinetti -alcuni dei quali sul balconcino delizioso di cui sopra- a disposizione degli ospiti.
Alla fine ovunque voi decidiate di mangiare o di dormire in città, c’è una cosa a cui non dovreste mai rinunciare, se siete a Napoli. Una passeggiata (per i più fortunati, un giro in motorino con qualche amico del posto) accanto al mare scintillante, partendo da Posillipo, dal parco del Virgiliano, meraviglia per gli occhi che spaziano su tutto il Golfo così vicino che vi sembra di poterlo toccare, scendendo giù per via Posillipo accanto alle ville da sogno, si passa Mergellina e via, avanti per il lungomare oltrepassando Castel dell’Ovo fino al Maschio Angioino, terminando infine con un aperitivo da Gambrinus in piazza del Plebiscito.
Questa, per me, è la città più bella del mondo.
Foto di Ozchin